Se Istanbul fosse un colore, sarebbe quello dei fumi delle
navi che s’incontrano col cielo, i colori del saluto, del passaggio, delle
partenze, dell’azzurro in divenire… I gialli, rossi, arancioni delle spezie, i
dorati e i turchesi dei mosaici, i colori soavi delle decorazioni delle
moschee, quelli decisi dei vetri liberty nelle stazioni, il giallo degli
impermeabili dei pescatori sul ponte Galata, l’oscurità delle vie più
misteriose.
Se fosse un profumo sarebbe quello dei mari che si bagnano, dei
pesci alla brace, dell’aria speziata nei mercati.
Istanbul è un canto
nostalgico, il sorriso sincero dei suoi abitanti, la pazienza dei
pescatori, il vociare monotono dei suoi mercanti, il saluto delle navi in
transito e il garrito dei gabbiani.
Istanbul è il caos perfetto delle sue
strade, le salite che spaventano e le discese che frenano.
Istanbul è tutto ciò
che non vedi, ma immagini…
Istanbul è un desiderio espresso, è una promessa mantenuta,
è un sogno compiuto.
E’ una città di contraddizioni e differenze nette.
Istanbul è Istanbul.

















3 commenti:
che meraviglia Mavi, una poesia, una città e una sognatrice ad occhi aperti. ti mando un abbraccio immenso e.... quando ci vediamo :-)?
Simo cara, grazie! Che parole bellissime! :) Ci vedremo prestissimo... Spero tra maggio e giugno, ma ancora non so con certezza! :) Ti abbraccio forte anch'io... :)
Una descrizione al confine tra sogno e realtà...Grazie Mavi per condividere con noi queste esperienze e farci vivere queste atmosfere anche se a distanza!
Posta un commento