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martedì 1 aprile 2014

Istanbul...

Se Istanbul fosse un colore, sarebbe quello dei fumi delle navi che s’incontrano col cielo, i colori del saluto, del passaggio, delle partenze, dell’azzurro in divenire… I gialli, rossi, arancioni delle spezie, i dorati e i turchesi dei mosaici, i colori soavi delle decorazioni delle moschee, quelli decisi dei vetri liberty nelle stazioni, il giallo degli impermeabili dei pescatori sul ponte Galata, l’oscurità delle vie più misteriose. 
Se fosse un profumo sarebbe quello dei mari che si bagnano, dei pesci alla brace, dell’aria speziata nei mercati. 
Istanbul è un canto nostalgico, il sorriso sincero dei suoi abitanti, la pazienza dei pescatori, il vociare monotono dei suoi mercanti, il saluto delle navi in transito e il garrito dei gabbiani.
Istanbul è il caos perfetto delle sue strade, le salite che spaventano e le discese che frenano. 
Istanbul è tutto ciò che non vedi, ma immagini… 
Istanbul è un desiderio espresso, è una promessa mantenuta, è un sogno compiuto. 
E’ una città di contraddizioni e differenze nette.  
Istanbul è Istanbul.