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domenica 18 settembre 2016

Bratislava, Budapest, Timisoara...

Finalmente sono ritornata “al mondo”. In un periodo in cui mi sono concessa tantissima Sardegna, ho sentito forte la necessità di ripartire, sebbene per pochissimi giorni. Ho scelto, in primis, Bratislava un po’ per curiosità e un po’ per il collegamento rapido ed economico che, ancora, la presenza di Ryanair ci consente.
Ho sempre sentito parlare della capitale slovacca con poco coinvolgimento, scarsa attenzione, come una città insignificante con niente da offrire… Non avevo ben chiaro cosa avrei trovato. Sapevo, però, di cosa avevo e, ancora, ho voglia… Sentirmi al centro dell’Europa, in quel centro culturale di scambi e di persone, nel brulicare di energie, idee, confronti… Insomma, sempre la solita atmosfera settembrina che riconduco ai molteplici nuovi inizi che, negli anni passati e sempre in differenti luoghi, ho affrontato.
E Bratislava mi ha donato proprio questo: il calore fiabesco del suo centro storico, caffè letterari ricchi di libri e di giovani, luci calde, case color pastello e tetti spioventi, vie silenziose in acciottolato, un castello magnifico che svetta sulla città e si adorna di un giardino con fiori coloratissimi, tanti dolci, uno sguardo sul Danubio e l’ennesimo incontro in ostello con una coreana… Bratislava mi ha regalato pace, tranquillità. Mi ha restituito il tempo di cui, in questi mesi, mi son privata…












Seconda tappa è stata Budapest. In realtà, se fossi stata libera di scegliere, avrei capovolto le destinazioni e mi sarei diretta a Brno… Così non è potuto essere e dopo un treno preso all’improvviso, ho raggiunto la capitale ungherese che desideravo da tempo conoscere. Budapest è una di quelle città di cui si sa essere bellissima, ma si conosce unicamente la meravigliosa conformazione del suo Parlamento, e niente più… Anche in questo caso, non sapevo assolutamente cosa e come mi avrebbe accolto. In effetti, la primissima sensazione, una volta arrivata in stazione, non è stata magnifica. Una città imponente, grandiosa, grigia, energica. Mi sono quasi sentita insicura… Questa sensazione, però, è durata pochissimo. Con una breve passeggiata ho raggiunto l’ostello, ho fatto amicizia con una ragazza messicana e, di corsa, alla scoperta del cuore della città, ansiosa di scovare una bellezza sconosciuta. Budapest è una città vivibile e passeggiar tra le sue vie è molto piacevole. E’ difficile perdersi e, in pochissimo tempo, ci si sente tranquillamente a casa. 








Ha angoli molto belli e poetici, ma credo che, in assoluto, la sua meraviglia sia il Parlamento in notturna. Ecco, io davanti a quello spettacolo avrei potuto attardarmi tutta la vita, come se non fossi mai sazia di splendore.



Adesso, uno dei desideri è far ritorno in questa città, in una fredda freddissima giornata invernale…
Alle 7 e 10 del mattino è partito il mio treno per Timisoara: la mia prima volta in Romania. Già a Budapest, in realtà, desideravo intensamente questo momento. Ero molto curiosa del paesaggio che mi avrebbe accompagnato durante il viaggio e dell'ingresso in Romania stessa… In prossimità del confine ho ricevuto controllo documenti sia dalla polizia ungherese che, successivamente, da quella rumena. In un buon italiano mi han chiesto motivazioni del viaggio e destinazione precisa… 
Varcato il confine mi sono emozionata e poi rabbuiata… Insediamenti umani posticci e povertà son stati la prima immagine del Paese… 
Ho raggiunto Timisoara dopo oltre 5 ore di treno. La stazione non è un luogo accogliente. Ho camminato per circa 20 minuti e ho raggiunto il centro esatto della cittadina dove, in un antico palazzo sede della Camera di Commercio, al terzo piano sorge l’ostello che mi ha ospitato per due intere giornate. Lì, oltre a numerosi ospiti, ho avuto il piacere di conoscere le due ragazze che gestiscono la struttura: mi han dato ottimi consigli per scoprire la città e abbiamo parlato sia della Romania che dell’Italia, di ambizioni, sogni, occasioni mancate, discriminazione… E’ stato un momento molto bello dal punto di vista umano. Così come l’incontro con Dragosh e Viola... Timisoara è una cittadina con un centro storico bellissimo: ampie piazze, architetture che richiamano l’art nouveau, sinagoghe, chiese e cattedrale ortodossa… 








Timisoara è una città di confine: poco distante dall’Ungheria, poco lontana dalla Serbia (dove avrei dovuto proseguire il viaggio, se non avessi cambiato idea)… E’ vivace, ricca di studenti, locali accoglienti, parchi meravigliosi (tra cui quello delle rose e quello dei bambini che mi hanno letteralmente incantato)… E’ la città, inoltre, in cui hanno avuto inizio le sommosse popolari che nel 1989 hanno determinato la caduta dal potere del dittatore Ceaușescu. 

Zona della città in cui sono iniziate le sommosse nel 1989

Alle sue pareti, spesso, capita di trovare scritte, quasi impercettibili, della sua storia umana e politica… Per non dimenticare…




Timisoara mi lascia un po’ in bilico: da un lato l’ho sentita delicata e poetica, viva e frizzante, ma con un retrogusto aspro… Due giornate son solo un piccolo antipasto di un mondo così interessante e nuovo come la Romania che spero di riuscire ad assaporare quanto prima…