Son rientrata a casa già da
qualche giorno, ma continuo ancora a gustarmi e rigustarmi tutta la Romania
appena vissuta. Questa volta non ero
sola, ed era tempo che non viaggiavo in bella e cara compagnia. E’ stato strano
dover mediare i desideri, ma allo stesso tempo è stato più sereno muoversi alla
scoperta di una terra che si presenta sempre molto interessante e difficile da
capire, per quanto lo si possa per una città, una terra, un popolo…
Oggetto di scoperta, questa
volta, è stata la capitale Bucarest e un breve, ma intenso e gustosissimo
assaggio di Transilvania che ci ha letteralmente sorpreso per bellezza e per
l’esperienza di scoperta e umana che ci ha donato. Siamo atterrate a Bucarest verso mezzanotte e
siam state gentilmente accompagnate in ostello dalla famiglia di una signora
rumena che ha viaggiato con noi in aereo…
L’aeroporto dista circa mezz’ora
d’auto dal centro città e, durante il tragitto, mentre vedevo brillare le
grandi scritte al neon delle multinazionali più note, riflettevo che quella era
la città dove è nata l’associazione Parada con lo scopo di dare un futuro,
attraverso l’insegnamento delle arti di strada, ai tantissimi bambini che
vivevano nelle fogne della città.
A Bucarest abbiam speso un’intera
giornata, ma non abbiam visitato i monumenti più noti e consigliati. Abbiam
passeggiato lasciandoci guidare dall’istinto, ma sempre con la cartina a
portata di mano… Il primo impatto mattutino con la città è stato con due
bellissime ville oramai disabitate. Erose dal tempo, avevano ancora ben
disegnati su loro stesse i tratti architettonici del Liberty…
Eleganti, bellissime, poetiche, decadenti…
Bucarest, per me che l’ho vissuta per una sola giornata, si è presentata come un mondo sconosciuto, molto doloroso e duro, e con intensi sprazzi di poesia e piccoli vortici d’energia… Tornerò presto!








