Ho “conosciuto” i Sem Terra durante una tranquilla serata
estiva del 2005, mentre ascoltavo un amico brasiliano, Breno, appassionato e
brillante studente di movimenti collettivi, sostenitore e studioso di coloro
che si oppongono a situazioni stagnanti da cui sono oppressi. Mi parlò del
Brasile, delle sue ricchezze, delle sue potenzialità, delle sue verità. Mi fece
conoscere il fermento e l’ottimismo che si respirava a Porto Alegre dove si
sperimenta la democrazia diretta, tramite il bilancio partecipativo.
Mi raccontò del Movimento dei Sem Terra brasiliani, della
loro forza, umanità e della perseveranza nel realizzare i loro sogni. Lui li
conosce bene i Sem Terra, ogni estate visita accampamenti e insediamenti nei
diversi stati brasiliani. Vive con loro come studioso, come investigatore, ma
soprattutto come uno di loro.
Da allora il fermento brasiliano e la voglia di conoscere
maggiormente questa energia mi ha spinto a leggere libri e articoli, a firmare
petizioni contro la violenza nei campi in Brasile, a registrarmi come
sostenitrice nei comitati di appoggio spagnolo e italiano. L’occasione di
capire maggiormente e personalmente la realtà brasiliana e alcuni contadini Sem
Terra sorse nel marzo 2006. Infatti, tramite una rete di conoscenze di un amico
in Brasile per un periodo di studi, siamo riusciti a entrare in contatto con un
insediamento nello stato brasiliano di Bahia.
Siamo stati lì, nell’insediamento Bela Vista a circa 40
minuti di viaggio da Santo Amaro, cittadina della regione del Reconcavo.
E’ un insediamento, di circa 300 ettari di terreno
espropriati a un latifondista sommerso dai debiti. Vi vivono 26 famiglie, ognuna
con la propria semplice e decorosa casetta (secondo gli standard constatati
durante il mio viaggio in autobus per il nord-est brasiliano) e il suo piccolo
orto attiguo.
E’ un tipico insediamento dei Sem Terra, lo definirei quasi un
piccolo paese. Una scuola, con banchi e lavagna, spazi comune d' aggregazione e
divertimento, bambini che si sfidano in partite di calcio, campi coltivati.
La famiglia Gil ci ha accolto calorosamente, offrendoci
quanto nelle loro possibilità.
La considero un’esperienza unica e
ineguagliabile. Tante le cose, i particolari che mi sono rimasti impressi, che
mi hanno colpito. Ma soprattutto il signor Orega Gil, il capofamiglia, è la
figura a cui devo maggiormente per l’incredibile insegnamento umano che mi ha
trasmesso.
E’ un signore semplice, cinquanta anni (anche se ne dimostra oltre
60), già nonno, ha seri problemi al fegato. Vive nell’insediamento di Bela
Vista da 8 anni. Da un anno la sua casa ha l’energia elettrica.
A cinquanta
anni la sua lotta continua per un futuro diverso, per una vita migliore e una
maggiore sicurezza per sé e i suoi figli. A cinquanta anni lui, in Brasile,
pianta alberi, non lattughe.
Questo breve testo è l'introduzione alla mia tesi di laurea triennale sul Movimento dei Sem Terra brasiliani. Ci tenevo che questa esperienza fosse presente nel mio blog di viaggi e di vita... Per chi volesse approfondire ecco il link del lavoro completo: http://www.conoscere.it/documenti/24_38_20090309122545.pdf
















