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martedì 24 dicembre 2013

Qufu, la città di Confucio.

Per raggiungere Qufu (provincia dello Shandong, circa 60 mila abitanti) da Nanchino abbiam preso un treno super veloce e moderno. E’ il medesimo che fa la tratta Shanghai-Beijing. Chiaramente, i nostri compagni di viaggio hanno tutt’altro aspetto rispetto a quelli della tratta Shanghai-Nanchino. E anche i sedili sono decisamente differenti. E’ un treno di lusso, questo. E, in poche ore arriviamo a destinazione. Piove, piove tantissimo, senza sosta. E solo per riuscire a trovare un taxi che ci porti in ostello ci bagniamo come spugne. Per le condizioni meteo siam costrette ad accontentarci di un taxi abusivo, imponiamo velocemente il nostro prezzo e via! Alla guida c’è un ragazzo e al suo fianco un amico. Il percorso per raggiungere l’ostello è lungo e guardiamo stupefatte il paesaggio attorno a noi… La città è completamente allagata e piena di fango. La macchina attraversa pozzanghere che sembrano laghi e smuove onde d’acqua altissime, tant’è che il timore è di rimanervi imprigionate. Attraversiamo vie grigie e tristi, di niente intorno. Dopo oltre 20 minuti raggiungiamo l’ostello. Dall’esterno sembra una casa accogliente. Apre il portone una ragazza carina e minuta. Ci stava aspettando e questa sensazione è piacevole. Ci dà tutte le indicazioni del caso e ci accompagna in camera, attraversando un cortile all’aperto (sempre sotto la pioggia). La camera è essenziale, semplice e accogliente. Chiediamo se è possibile utilizzare una lavatrice e ce la indica. Sinceramente, non avevo mai visto niente del genere: è una lavatrice a due cestelli. Il primo è dove avviene il lavaggio vero e proprio, nel quale tu puoi (anzi devi) infilar le mani per aiutare la macchina durante il lavaggio, l’altro è quello in cui gli abiti vengono centrifugati e il trasferimento da un cestello all’altro deve avvenire manualmente. Esperienza anche questa: almeno riesco a lavare i miei jeans!



Una cosa bellissima di quest’ostello è la presenza di un bar-ristorante al piano terra. E’ possibile consumare delle ottime colazioni e anche pranzare o cenare un po’ quel che si vuole. Dopo vari giorni di viaggio e di piccole scomodità, mi sembra di essere in paradiso. Era davvero necessario trovare ospitalità in un luogo simile, per riposare un po’. Per questo decidiamo di fermarci due notti in città.

Amo fare colazione lentamente e in solitaria. E' un momento impagabile che adoro spendere con me stessa. L'ostello, arricchisce questo fondamentale momento tutto mio regalandomi, letteralmente, una finestra sul mondo. Ho davanti a me Qufu che si risveglia e che si appresta ad affrontare una nuova giornata. Guardare la strada di fronte a me è fonte di varie riflessioni. Infatti è estremamente interessante notare come i cinesi vivano la strada: essa non appartiene unicamente alle auto o ai motorini, ma è di chiunque debba andare "da qualche parte". Vi transitano, infatti, a varie velocità, mezzi a motore (dalle forme più varie e curiose) a quelli umani. Quindi, è possibile vedere famigliole su carretti, uomini in bicicletta, risciò, vecchie auto, gruppi di 3 - 4 uomini ben stretti sui motorini e persone che camminano tranquillamente a piedi nel bel mezzo dello sfrecciare altrui. E' una sensazione quasi rilassante il vedere tutta questa varietà in pochi metri di visuale. Mi fa pensare anche alla concezione che essi hanno della vita umana e che mi pare di percepire. La vita è una continua lotta per la sopravvivenza e come qualsiasi battaglia, si fa di tutto per vincerla, ma è necessario esser pronti a rassegnarsi qualora non sia possibile salir sul podio. Questa sensazione la si respira a ogni passo. In Cina si vive vivendo, un po' come si faceva da noi prima del boom economico.

Usciamo per esplorare la città di Confucio. A Qufu vi sono la casa, il tempio e il cimitero, inseriti nella lista dei Patrimoni dell'Umanità tutelati dall'Unesco.
Alla porta dell'ostello vi sono una schiera di cinesi, con i loro risciò, che vorrebbero accompagnarci ovunque.



Decidiamo, però, di fare una passeggiata e raggiungere la casa e il tempio a piedi, poichè si trovano a poche centinaia di metri.  Dedichiamo la mattinata ad ammirare la magnificenza della dimora e del tempio di Confucio. Sono strutture dagli ampi spazi, i soffitti di legni intarsiati e dipinti sono di grande eleganza e di superba bellezza.





E' una visita emozionante. Pensare che quelle stanze, corridoi e quei meravigliosi giardini, immersi in una palpabile quiete, siano state sorgenti di pensiero di uno dei filosofi più grandi e potenti della storia dell'umanità.





Nel pomeriggio ci rechiamo al cimitero. Prendiamo un risciò. Contrattiamo con una donna il prezzo per andata e ritorno (dovrebbe quindi attenderci all'uscita). Il cimitero è un enorme parco nel quale vi sono seppelliti tutti i discendenti di Confucio oltre 3000 persone. E' un giardino bellissimo, di viottoli immersi in una natura rigogliosa...
Siamo estasiate da Qufu. E' una visita calma e silenziosa, un camminare lento, un seguire i ritmi di questo "paese" cinese, il più diverso incontrato e visitato durante questo lungo viaggio. E' un luogo turistico, ma non troppo. Non esistono grattacieli, la vita si svolge per le strade. Sembra di aver fatto un viaggio nel passato, non troppo remoto, della Cina.