Avere qualche giorno libero e un’amica-sorella a poche ore
di treno è un ottimo motivo per cercare un biglietto il più conveniente
possibile, riempire lo zaino con lo stretto necessario e volar da lei. E’
successo un giovedì sera. Nessun giorno poteva esser migliore. Ci abbracciamo
alla stazione e corriamo alla lezione di biodanza (non chiedetemi cosa sia…).
Durante il tragitto cerco di captare quanto più possibile da questa città che
tutti descrivono come deliziosa, piccola, ma estremamente carina.
Senza i vecchi non ci sarebbero i giovani, senza la cara
vecchia York, non sarebbe mai esistita la Nuova! Questo è il pensiero che fa da
sfondo alla mia visita…
La lezione di biodanza è divertente. E’ soprattutto un modo
per conoscere un po’ di persone e scambiare qualche chiacchiera e sorrisi. Un
ragazzo, amante dell’Italia, mi regala un biglietto per poter visitare
gratuitamente la famosa cattedrale (che bellezza e fortuna!).
Ho trascorso delle giornate molto belle e rilassanti, a
York. Ho vagato per le sue antichissime viuzze, per i carinissimi café,
mercatini e negozietti particolari. In realtà, avevo intenzione di spostarmi
almeno a Liverpool (che ho gran voglia di conoscere), ma il succedersi degli
eventi e la necessità di non organizzare niente e vivere all’istante hanno
plasmato in maniera differente le giornate. In particolare una, che credo non
dimenticheremo facilmente per la meraviglia.
Son bastate due biciclette e una giornata di sole. Non ci
siam nemmeno rese conto di aver macinato tutte quelle miglia tra paesini di
campagna e campagna vera e propria…

Ah che meraviglia lo Yorkshire! Distese
giallo oro, cavalli legati sul ciglio delle strada, e poi paesini e poi ancora
campagna, bestiame, fattorie e qualche chiesetta… Una serenità immensa,
pedalando tra i colori vivi di una natura rigogliosa. Cartina alla mano, ci
siam fermate a pranzo in un pub di paese dove pare le famiglie fossero (e forse
lo sono ancora) solite riunirsi per consumare il pasto domenicale. Il locale è
molto ampio e carino. La sensazione è quella di trovarci a casa della simpatica
famigliola che lo gestisce. Ci consigliano costole di vitello arrosto, patate e
cipolle fritte e qualcos'altro che contribuiva a riempire il grande piatto di
legno su cui ci è stato servito il tutto! E poi nuovamente in bicicletta (belle
leggere) alla ricerca dei luoghi che la cartina ci indicava…
La bicicletta è davvero un’invenzione meravigliosa, ti
permette di assorbire con intensità e interagire con i luoghi che si attraversano…
Puoi regalare un sorriso e un saluto a una signora che fa giardinaggio, a delle
bambine che giocano allegramente sul rigagnolo davanti casa, all’agricoltore
sul trattore. Non c’è niente che ti protegga-separi “dall’esterno” e questo ti
fa sentire estremamente viva…
Decidiamo di far rientro in città prima che faccia buio
poiché non siamo equipaggiate di luci e potrebbe essere pericoloso. Ne
approfittiamo per vivere l’esperienza di un tea e pasticcini dall’antica e
famosa Betty’s…
Per entrare è necessario attendere qualche minuto, ma lo
facciamo con allegria. L’ambiente è il più inglese possibile, persino le
cameriere ti proiettano nel passato e ti sembra di accomodarti nel secolo
scorso! C’è anche un pianista a rendere ancor più magica l’atmosfera: ed è,
esattamente, in quell’istante che avrei voluto che il tempo si fermasse!
E’ proprio una cittadina deliziosa York, non c’è che dire!


