martedì 29 luglio 2014

La Seu d'Urgell - Pirenei catalani & Andorra.

La Seu d’Urgell è un delizioso paesino di circa 13 mila abitanti, nel bel mezzo dei Pirenei, a pochi minuti d’auto da Andorra. Vi ho soggiornato per qualche giorno, in pieno centro storico, proprio di fronte al bar Estrella grazie al quale, al nostro arrivo, ci hanno accolto musiche di flamenco, donandoci notti infinite di canti stonati, di personaggi affascinanti e sbandati.
Il sabato mattina vi è Els Encants dels Canonges, e le vie storiche del paese si riempiono di banchetti che espongono una grande varietà di prodotti: insaccati, olive di vari tipi, fughi, formaggi, ma anche abiti, scarpe, borse e oggetti di seconda e millesima mano. 



Io mi son svegliata presto e ho potuto ammirare, inizialmente dall’alto della nostra camera, i commercianti che meticolosamente e silenziosamente si apprestavano a posizionare al meglio la mercanzia. 



Vie molto strette e, alcune, porticate creano un ambiente intimo, mentre ci si perde nell’ammirare gli antichi e tradizionali negozietti che ancora aprono i battenti come numerosi anni fa, facendo rivivere, ai passanti, atmosfere senza tempo.



A La Seu possono capitare anche piccole magie. Passeggiavo senza meta per le vie del centro, a metà della sera, alla ricerca di angoli sconosciuti e, d’improvviso, una musica mi ha condotto in una piazzetta dove si ballava, allegramente, la Sardana. Vi era un palco sul quale un’orchestra suonava notte gioiose, seguite a tempo da tre ampi gruppi di persone, di varia età, che ballavano allegramente. E’ stata, davvero, una chicca preziosa.

Per ospitare le gare di slalom di canoa, in occasione delle Olimpiadi del 1992 fu inaugurato il Parque Olímpico del Segre, fiume che attraversa la cittadina e, grazie al quale, in città è ancora molto attivo il canoismo.


È, inoltre, un centro ricco di iniziative di promozione culturale e turistica, considerata anche la preziosa vicinanza ad Andorra. A circa venti minuti d’auto, infatti, vi è il Principato d’Andorra, sesta nazione più piccola d'Europa con circa 85.458 abitanti. Fondato nel 1278, è retto da due co-principi: il vescovo della diocesi spagnola di Urgell e il presidente della Repubblica francese. Al nostro arrivo ci ha accolto un acquazzone. Abbiamo trovato riparo in uno dei numerosi centri commerciali. 



Terminata la pioggia mi sono inoltrata nel cuore di Andorra la Vella, ricchissima di negozi, strade ordinate e rade casette di montagna con gerani rossi alle finestre. E’ circondata da montagne e, nel passeggiare seguendo gli obbligati movimenti della vallata, si ha la sensazione che le numerose palazzine siano state costruite sfidando le altezze decise da madre natura. 





Andorra, un po’ delude… Al suo nome così regale e altisonante non corrisponde la grazia e delicatezza del suo abitato e per scorgere scorci preziosi è necessario cercare con dedizione e perseveranza che, di certo, non mi son mancate…

giovedì 24 luglio 2014

Girona & Vic. Catalogna!

Il mio viaggio, come spesso accade per chi arriva in Catalogna da Alghero, è iniziato a Girona. Nonostante avessimo prenotato un’auto, per questioni “burocratiche”, abbiamo dovuto optare nel muoverci in autobus. Questo piccolo contrattempo non ha certo impedito di vivere con entusiasmo la nuova avventura. Girona è una piccola città di circa 96 mila abitanti, della quale conservo un piacevolissimo ricordo da quando la visitai, qualche anno fa, con mia madre… Attraversata dal fiume Onyar, las casas penjades lo costeggiano regalando allo sguardo una vista incantevole. 


Le palazzine, dall’aria vissuta e dai colori accesi, si accalcano una dopo l’altra e ti spingono a camminare per goderne il fascino da ogni angolatura. Attraversato uno qualsiasi dei ponticelli si raggiunge il Barri Vell, bellissimo intrecciarsi di viuzze, all’interno del quale vi è uno dei ghetti ebraici meglio conservati d’Europa. Magnifica, la cattedrale si fa ammirare da lontano e incanta se la si visita al suo interno. La sua navata gotica è la più larga del mondo (22,98 metri), oltre a essere la seconda al mondo per dimensioni, dopo San Pietro.
Noi abbiamo poco tempo a disposizione e un po’ di valigie al seguito. Pranziamo velocemente  con un ottimo pan amb tomate i pernil.


E poi di corsa a prendere l’autobus. Ci aspetta un lungo viaggio, varie tappe intermedie, autobus e treno.
La Catalogna dona, per un bel tratto, paesaggi tipicamente mediterranei con grandi casolari di pietra scura (che ben si sposano con l’ambiente in cui sorgono) e con profusione di gerani colorati… Ed è proprio in una casa simile che mi piacerebbe abitare!
Primo stop a Vic, cittadina di circa 30 mila abitanti, che si svela una meravigliosa sorpresa. A pochi metri dalla stazione vi è la sua Plaza Mayor che dà inizio a un centro storico prezioso. La piazza è immensa, circondata da palazzi di pregio estetico e architettonico che lasciano intuire la cultura antica di questo gioiello, poco conosciuto, della Catalogna. 




Ci inoltriamo nelle vie immediatamente sul retro della piazza per imbatterci in chiese, vie e piazzette di grande bellezza e a ogni incrocio è davvero difficile scegliere in quale direzione proseguire, incuriosite da tanto fascino.





Purtroppo, il tempo a disposizione è poco e un treno ci deve condurre a Puigcerdà, dove Catalogna e Francia si incontrano. Il viaggio si svolge tranquillamente e ci regala paesaggi montani suggestivi: siamo sui Pirenei e distese d’un verde generoso e intenso, corsi d’acqua, laghi, laghetti e borghi antichi abbarbicati t’impongono una sosta o ti fanno promettere il ritorno.

Eccoci a Puigcerdà. Ci rilassiamo in un bar vicino alla stazione, godiamo dell’energia e del movimento di una cittadina in festa.


Io, nel pochissimo tempo a disposizione, provo ad avventurarmi verso il centro storico, per raggiungere il quale è necessario prendere la funivia. La fila è lunga, i minuti stiracchiati e decido, a malincuore, di tornare indietro. Quindi, eccoci nuovamente sull’autobus che, nel giro, di poche decine di minuti ci conduce a destinazione: benvenuti a La Seu d’Urgell!