La Seu d’Urgell è un delizioso
paesino di circa 13 mila abitanti, nel bel mezzo dei Pirenei, a pochi minuti
d’auto da Andorra. Vi ho soggiornato per qualche giorno, in pieno centro
storico, proprio di fronte al bar Estrella grazie al quale, al nostro arrivo,
ci hanno accolto musiche di flamenco, donandoci notti infinite di canti stonati,
di personaggi affascinanti e sbandati.
Il sabato mattina vi è Els Encants dels Canonges, e le vie storiche
del paese si riempiono di banchetti che espongono una grande varietà di
prodotti: insaccati, olive di vari tipi, fughi, formaggi, ma anche abiti,
scarpe, borse e oggetti di seconda e millesima mano.
Io mi son svegliata presto
e ho potuto ammirare, inizialmente dall’alto della nostra camera, i
commercianti che meticolosamente e silenziosamente si apprestavano a posizionare
al meglio la mercanzia.
Vie molto strette e, alcune, porticate creano un
ambiente intimo, mentre ci si perde nell’ammirare gli antichi e tradizionali
negozietti che ancora aprono i battenti come numerosi anni fa, facendo
rivivere, ai passanti, atmosfere senza tempo.
A La Seu possono capitare anche
piccole magie. Passeggiavo senza meta per le vie del centro, a metà della sera,
alla ricerca di angoli sconosciuti e, d’improvviso, una musica mi ha condotto
in una piazzetta dove si ballava, allegramente, la Sardana. Vi era un palco sul
quale un’orchestra suonava notte gioiose, seguite a tempo da tre ampi gruppi di
persone, di varia età, che ballavano allegramente. E’ stata, davvero, una
chicca preziosa.
Per ospitare le gare di slalom di
canoa, in occasione delle Olimpiadi del 1992 fu inaugurato il Parque Olímpico
del Segre, fiume che attraversa la cittadina e, grazie al quale, in città è
ancora molto attivo il canoismo.
È, inoltre, un centro ricco di iniziative di
promozione culturale e turistica, considerata anche la preziosa vicinanza ad
Andorra. A circa venti minuti d’auto, infatti, vi è il Principato d’Andorra, sesta
nazione più piccola d'Europa con circa 85.458 abitanti. Fondato nel 1278, è
retto da due co-principi: il vescovo della diocesi spagnola di Urgell e il
presidente della Repubblica francese. Al nostro arrivo ci ha accolto un acquazzone.
Abbiamo trovato riparo in uno dei numerosi centri commerciali.
Terminata la
pioggia mi sono inoltrata nel cuore di Andorra la Vella, ricchissima di negozi,
strade ordinate e rade casette di montagna con gerani rossi alle finestre. E’
circondata da montagne e, nel passeggiare seguendo gli obbligati movimenti
della vallata, si ha la sensazione che le numerose palazzine siano state costruite sfidando le altezze decise da madre natura.
Andorra, un po’ delude… Al suo
nome così regale e altisonante non corrisponde la grazia e delicatezza del suo
abitato e per scorgere scorci preziosi è necessario cercare con dedizione e
perseveranza che, di certo, non mi son mancate…


















