Domenica si è svolto il primo arkeotrekking a Bisarcio. La
curiosità era tanta e ho fatto di tutto per parteciparvi.
Appuntamento alle 9 nei locali sottostanti la Basilica. Sole
e aria tiepide di primo mattino già anticipavano una giornata tremendamente
estiva.
Siamo in tanti… L’ Allegria e l’energia
son diffuse: Si parte!
Percorriamo una
strada abbastanza “confortevole” e leggermente in salita per poi iniziare ad
addentrarci in piena campagna, scavalcando muretti a secco e fili spinati… Il
paesaggio diventa sempre più particolare, a tratti “lunare”… Mi sembra di
entrare nelle viscere pianeggianti delle campagne di Ozieri, nei suoi segreti,
nelle sue ricchezze.
Mi son sentita un po’ stupida e molto fortunata.
Stupida perché quel paesaggio è quello in cui sono nata, che fa parte della mia
storia: il tipo di terra, di vegetazione, di colori, di fertilità e non ero mai
andata così in profondità in alcune zone… Non avevo mai scoperto ciò che i miei
occhi, ieri, hanno avuto il privilegio di vedere. E fortunata per la
meraviglia. La parola più inflazionata, infatti, è stata MERAVIGLIA. Anche chi
non voleva ripetersi o desiderava il silenzio, quasi per un meccanismo
sconosciuto, la esclamava, la bisbigliava, la ostentava, la fotografava.
In pochi chilometri abbiamo goduto di paesaggi profondamente
diversi tra di loro, suggestivi, dai colori forti e contrastanti. Le domus de janas
son di una bellezza rara che merita di essere conosciuta e condivisa. I muschi, dai colori accesi e di differenti
sfumature, abbracciano rocce e pietre
regalando sensazioni che solo le opere d’arte sanno trasmettere… E poi il
Nuraghe Mannu, i piccoli laghi artificiali e panorami che ti permettono di vedere ovunque…



