Minsk, capitale della
Bielorussia, ci ha accolto a tarda notte, quando la percezione delle cose è più
pacata, la città assopita, la sua bellezza intatta. La notte ti permette di
mitigare le impressioni, ti può portare in fallo e può tradire aspettative. La
notte è uno dei momenti che preferisco per vivere le città, sono i momenti più
intimi tra te e lei, tra te e il nuovo Paese che ti ospita…
A Minsk, dopo aver superato i
rigidi controlli di passaporto (e visto) che ci han permesso di metter piede in
Bielorussia, ad attenderci appena fuori dall’aeroporto c’era un signore per
condurci nell’appartamento prenotato per trascorrere la prima notte in città.
Pare che a Minsk sia consuetudine affittare interi appartamenti, più o meno
lussuosi, per i turisti-viaggiatori di passaggio. E così abbiam fatto noi, con
un leggero disappunto per la differenza tra immagini pubblicate online e quelle
reali. Il signore ci ha letteralmente stipato nella sua auto, minuscola per la
quantità di persone e bagagli che avrebbe dovuto accogliere. Nonostante ciò in
lui perseverava menefreghismo e indifferenza che ci hanno accompagnato, insieme
al suo silenzio, fino a destinazione. La città ci ha accolto vasta, immensa
nelle sue strade vuote e luminose. La classica città sovietica del nord del
mondo con un centro curato e sì, lussuoso ed elegante.
Noi abbiamo alloggiato
sia in centro che in periferia, in quella fascia urbana dove la città si
mischia e si mimetizza con la campagna. Questo ci ha permesso di avere una
visione più ampia sulla quotidianità in questa terra vicina, ma così lontana,
di cui conosciamo poco e parliamo ancor meno.
Il centro città è ordinato,
elegante, sobrio. Gli spazi sono immensi e la sensazione che i suoi abitanti non
riescano a colmarli è forte. Questo vuoto così complesso da riempire, in un
certo senso, trasmette tristezza… Come se essa esistesse per abitanti assenti,
inesistenti… Ed è la tristezza della
Bielorussia, quella che le nuove generazioni non hanno faticato ad ammetterci e
spiegarci. E’ la tristezza di un paese che nel giro di un secolo è stato
colpito dalla distruzione delle guerre mondiali e dalla catastrofe di
Chernobyl. Perché nonostante Chernobyl sia nella vicina Ucraina, la gran parte
delle radiazioni (oltre il 60%) si son dirette in Bielorussia… Era il 1986. Le
ripercussioni sono state tante, gravi e si respirano ancora. Per i viaggiatori
è altamente sconsigliato bere acqua dal rubinetto, mangiar funghi, mangiar
frutta con la buccia, etc… Lì, invece, ci si nutre tranquillamente di funghi e
di frutta non sbucciata. Pare sia evidente il gap generazionale conseguente il
1986… Gli aborti, negli anni successivi, sono stati elevatissimi. Il tasso di
natalità, in questo periodo, però, è in ripresa ed è per questo che il settore
edilizio sta vivendo un periodo positivo.
Minsk è una città piacevole,
calma, senza grandi e impressionanti attrazioni, ma è una città affascinante
con ampi spazi verdi, esposizioni artistiche nelle sue vie, graziosi locali in
cui la fantasia la fa da padrona. E’ una città in cui si sente, flebile, la
voglia di provare a mettersi in gioco, di provare a riempire i suoi spazi,
ancora troppo vuoti, di esseri umani…














