lunedì 21 ottobre 2013

Arkeotrekking a Bisarcio. Ozieri - Sardegna.

Domenica si è svolto il primo arkeotrekking a Bisarcio. La curiosità era tanta e ho fatto di tutto per parteciparvi.
Appuntamento alle 9 nei locali sottostanti la Basilica. Sole e aria tiepide di primo mattino già anticipavano una giornata tremendamente estiva.
Siamo in tanti… L’ Allegria e l’energia son diffuse:  Si parte! 
Percorriamo una strada abbastanza “confortevole” e leggermente in salita per poi iniziare ad addentrarci in piena campagna, scavalcando muretti a secco e fili spinati… Il paesaggio diventa sempre più particolare, a tratti “lunare”… Mi sembra di entrare nelle viscere pianeggianti delle campagne di Ozieri, nei suoi segreti, nelle sue ricchezze.
Mi son sentita un po’ stupida e molto fortunata. Stupida perché quel paesaggio è quello in cui sono nata, che fa parte della mia storia: il tipo di terra, di vegetazione, di colori, di fertilità e non ero mai andata così in profondità in alcune zone… Non avevo mai scoperto ciò che i miei occhi, ieri, hanno avuto il privilegio di vedere. E fortunata per la meraviglia. La parola più inflazionata, infatti, è stata MERAVIGLIA. Anche chi non voleva ripetersi o desiderava il silenzio, quasi per un meccanismo sconosciuto, la esclamava, la bisbigliava, la ostentava, la fotografava.
In pochi chilometri abbiamo goduto di paesaggi profondamente diversi tra di loro, suggestivi, dai colori forti e contrastanti. Le domus de janas son di una bellezza rara che merita di essere conosciuta e condivisa.  I muschi, dai colori accesi e di differenti sfumature,  abbracciano rocce e pietre regalando sensazioni che solo le opere d’arte sanno trasmettere… E poi il Nuraghe Mannu, i piccoli laghi artificiali e panorami  che ti permettono di vedere ovunque… 

Se bellezza esiste…




lunedì 14 ottobre 2013

Autunno a Norwich...

Se l’autunno fosse una città, si chiamerebbe Norwich.
Passeggiare tra i suoi colori, in questo periodo, è un’esperienza dell’anima…
La natura regala sfumature di innumerevoli arancioni, rossi e marroni… Le sue case sembrano disegnate per questa stagione, per questo cielo… Le foglie sembrano esistere solo per imprimersi sulle strade, per sciogliersi nelle pozzanghere, per spremersi in meraviglie dalle mille intensità…
E’ questo che mi ha donato, stasera, Norwich.
In pochi minuti mi son trovata in quella parte di città che, per me, è la più meravigliosa… Non c’era nessuno, come al solito… Mi son fermata, inizialmente, sulla sponda del fiume dal quale si può godere appieno l’incantevole spettacolo che è lì per chi lo vuole, per chi ne ha bisogno.
Quelle case, dai colori accesi, dalle forme nordiche che si specchiano con riverenza sul fiume, che lo seguono generosamente nelle sue forme, nelle sue necessità, senza pretese. Sono case semplici e, nonostante tutto, hanno dell’ inespresso. Un potenziale nascosto che la città non riesce a capire, a cogliere ed è per questo che son lì, sole con se stesse e col silenzio che le circonda… Poco più in là si celebra la vita in chiassosi pub, ma le distanze non son passi, son eternità…









Mercatini e fiere a Norwich, Inghilterra orientale.

Aspettavo questo fine settimana da tempo, ovvero da quando son venuta a conoscenza che ci sarebbero stati due eventi per me molto, molto interessanti: sabato il mercato dei prodotti locali e domenica la fiera vintage, nella chiesa di St Andrews. Con tali premesse, non poteva che essere un weekend interessante.
Il mercato dei prodotti locali è stato allestito all’aperto, al centro di Norwich. Verso le 12 sono uscita di casa, pensando che avrei sicuramente pranzato lì. Non ho dovuto camminare eccessivamente per incontrare gli stand. Il primo impatto, e non solo, è stato deludente. Immaginavo un grande spazio, con tantissimi banchetti, prodotti e persone. Immaginavo chiasso e coinvolgimento, energia e tipicità. In realtà era tutto molto ordinato e calmo. Tutti molto pacati e silenziosi. La gente, ordinatamente, si avvicinava agli espositori per degustare, acquistare o, solamente per guardare o chiedere informazioni. Non si può dire ci fosse grande varietà di prodotti: si potevano comprare carni, insaccati, lane, marmellate, formaggi, burro, birra e alcuni cibi già pronti, ma senza grande scelta. Per di più una leggera pioggia ci ha fatto inesorabilmente compagnia e ciò non ha, certamente, aiutato a rendere l’esperienza indimenticabile…







D’improvviso, sono attirata dal suono di cornamusa e da flussi disordinati di persone che scorrono poco distante e decido di spostarmi, di addentrarmi nella folla e di cercare l’origine della musica che mi trasmette una sensazione bellissima. Continuo a vagare tra negozi super affollati e un pessimo pub dove ho consumato un pessimo pranzo…
Piove a dirotto e, fradicia, m’incammino lentamente verso casa…

Domenica, invece, è stata una giornata totalmente diversa, ricca di piccoli grandi momenti…
Sono uscita presto di casa, mentre la città dormiva ancora sotto la pioggia. Ho deciso di rifugiarmi in un baretto carinissimo per la Sunday breakfast, così da evitare seccature per pranzo. Quindi, dopo aver con calma introdotto una discreta quantità di calorie e schifezze, abbandono il locale e vado alla ricerca della fiera vintage. Ho in mente che St Andrews sia la chiesa alla quale passo spesso davanti, ma lì c’è il solito mercato dell’antiquariato che non disdegno di visitare nuovamente…






Chiedo indicazioni ai passanti e raggiungo tranquillamente la mia meta. Pago i due pounds all’ingresso ed entro nel piccolo grande bazar di abiti, gioielli, scarpe, cinture, borse, occhiali, porcellane, oggettistica varia, dolci, etc. Sembra una fiera normale, un po’ disordinata, ma comunque non riesco a trovare tutta la particolarità e la fantasia che speravo ci fosse… Vago tra i vari stand e banchetti, sono alla ricerca di “tipi umani” piuttosto che dell’affare del giorno… E, con un po’ di pazienza, vengo accontentata: iniziano a circolare personaggi fantastici che con coraggio e fantasia ripropongono su se stessi l’essenza dell’evento e del luogo… Meraviglia! Il vagare diventa sempre più divertente e inizio a prestare attenzione anche alla mercanzia esposta, ma a parte qualche maglione carino e una gonna deliziosa, il resto non è granché!






Quindi, m’incammino per la città… senza meta, lasciandomi guidare dal caso… Arrivo davanti alla Cattedrale protestante e decido di costeggiarla. Supero un ingresso maestoso che m’immette in una zona che trasuda mistero. Non si capisce assolutamente dove conduca, né se vi si possa accedere. Con passo tra l’impaurito e il curioso proseguo fermandomi al richiamo di ogni più piccolo particolare. Son assediata di meraviglia! Le case sono antiche, curatissime e trasudano personalità… Proseguo e una casa turchese mi ricorda d’essere in una fiaba…  Lentamente procedo e le costruzioni intorno regalano giochi di colore, sensazioni d’anni e di cure evaporate lentamente… Arrivo al fiume e lì il percorso si ricongiunge col mio conosciuto. Ripercorro il sentiero a ritroso, accertandomi di non aver trascurato nessunissima particolarità, e rientro a casa con una deliziosa domenica in tasca…

venerdì 11 ottobre 2013

Le tea room in Inghilterra.

Se c’è una cosa che mi piace, qui in Inghilterra, sono i café e le tea room. O per lo meno, se c’è una cosa che ancora mi piace, son loro. Ancora, perché, immaginando una permanenza più lunga oltremanica, potrebbero, probabilmente, stancarmi…
A Norwich è molto piacevole visitarle e trascorrerci qualche ora nel pomeriggio, farci colazione o consumare il famoso brunch domenicale. Nei momenti di solitudine o di riflessione son state delle piacevoli complici, mi hanno accolto con calore e dato nuovi spunti. Sono, per me, dei piccoli rifugi e per questo non posso che essergliene grata.
E’ necessario, quando si varca l’ingresso, scegliere attentamente dove sedersi perché a seconda di dove ci si accomoda, cambia l’esperienza vissuta. A volte è bene recarsi varie volte nel medesimo locale per vivere tutti i tipi di esperienze possibili!
Il mio primo café è vintage, poco lontano da casa (quando ancora non avevo una dimora). Ci sono capitata per fare colazione, una domenica mattina presto. Stava giusto aprendo al pubblico ed ero la prima cliente. E’ molto carino e luminoso, ha vetrate che ti permettono di osservare i movimenti esterni, un pavimento scricchiolante di legno, le pareti color crema, tavoli e sedie di legno dalle forme e modelli particolari, tutti diversi uno dall’altro, una credenza a più ripiani, ma senza ante, con teiere, tazze, tazzine di ogni tipo… Un orologio stravagante alla parete e profusione di bandierine. Entro, mi guardo intorno e, dopo una leggera esitazione, scelgo il divano di cuoio divorato dal tempo… Mi accomodo per un buon cappuccino e del pane tostato con marmellata.  E’ arredato con fantasia, osservo tutto e provo a memorizzarne i particolari (per esempio un appendiabiti sorto su una semplice tavola di legno nel quale son state inchiodate antiche forchette deformate per la necessità…).



La seconda tea room è sulla via di casa. Mi son fermata un  dopo pranzo e ho preso un tea. Quello che mi ha colpito è che sembrava di star seduti nella cucina della simpatica ragazza che ci lavora. Lei era lì, canticchiava tranquilla mentre lavava tazze e tazzine nel suo bel lavandino… E sta a te decidere se preferisci una comoda e rilassante poltrona oppure una sedia un po’ più austera… Ci son libri sui quali perdersi e una luce soave.
Poi c’è  Pandora’s Kitchen, dove anche le cameriere sono abbigliate a tema,


The bicycle shop, con tantissime piante spumeggianti, biciclette, ruote volanti, arredo retrò e un ottimo tea alla liquirizia.


C’è il Teapot Café Bar, in una stretta e antica viuzza del centro storico e lì le torte di zucca son fenomenali (sopperiscono la cena!).


C’è il baretto tappezzato con coloratissime copertine di libri di Jarrolds,


c’è Biddy’s Tea room che davvero trasmette buonumore e lì vado spesso a stordirmi di infusi alla lavanda (un must!)…



E poi ci son state le tea room di York,  deliziose dolcezze e sofisticate cioccolaterie…


Le tea room sono delle esperienze imperdibili, qui in Inghilterra. Angoli incantati dove il freddo e la fretta non esistono. Son davvero dei microcosmi, mondi a sé, dove affogare tristezze, preoccupazioni, solitudini e condividere allegria e calore… Son di quei luoghi nei quali percepisci che i paesi del nord son freddi fuori e caldi dentro...















lunedì 7 ottobre 2013

Regata nei Broads!

Jeremy è un amico di Penny. Ha suonato alla porta di casa mentre ero immersa nello scrivere, in soggiorno.
Un uomo esile, molto alto, occhi celesti e piedi enormi. Al principio mi dà l’impressione d’essere un uomo di campagna, ma poi emerge che non lo è.
Si accomoda con noi, gradisce un tea con un po’ di latte e inizia a raccontare dei suoi viaggi. Ultimamente è sempre in volo. E’ appena rientrato dal Canada e poco prima era in Norvegia e lunedì parte per Malaga. E’ simpatico, super chiacchierone e ha una risata chiassosa. E’ appassionato di storia e ogni momento è buono per farne un ripasso (sia per sé, che per chi lo ascolta). E’ stato in Sardegna, da Alghero ha raggiunto Cagliari. Ne ha un bel ricordo, nonostante gli occhiali dimenticati in un bar del capoluogo che ancora giacciono lì ad aspettarlo, visto che il titolare si rifiuta di spedirglieli. Dell’Italia ammira l’arte, l’architettura e la gioia di vivere. E’ piacevole la sensazione che i suoi occhi emanano al solo pensarla, questa bella Italia.
Chiacchieriamo di tante cose, di massimi sistemi, per lo più… Sembra divertito dalla decisione che ci metto nell’affermare le cose in cui credo.
Ama veleggiare e ci invita per le regate dell’indomani e della domenica. Penny ha già preso impegni per il sabato, quindi,  sono l’unica ad accettare, e con molto piacere e curiosità, visto che sarebbe la prima volta in barca a vela e, per di più, nei Broads!
Passa a prendermi poco prima di mezzogiorno. Con gran sorpresa ha una una BMW grigia, piccolina, decappotabile, di quelle che a me sembrano ridicole e, proprio per questo, son divertita. Si parte! Capelli al vento, musica melense italiana, attraversiamo viali di campagna curatissimi e rigogliosi. La scena sembra quella di un film...
Arriviamo allo Yatch Club, mi consegna salvagente da indossare e un enorme giubbotto rosso per proteggermi dall’umidità, e raggiungiamo la gente radunata al bar che sorseggia tea o caffè prima della partenza. 
C’è poco vento, ahimé e sembrano tutti un po’ delusi… Saliamo sull’ imbarcazione, le vele son già state sollevate da Paul, il nostro compagno d’avventure che trascorre i fine settimana nella sua barca ormeggiata nel porticciolo. 
Son tutti molto gentili con me, si scusano in anticipo se durante la competizione dovesse volare qualche parolaccia… E poi si parte sperando che Eolo faccia il suo dovere. Mi spiegano un po’ le regole della gara, ma non ho completamente chiaro il funzionamento. Il cielo è grigio, nuvoloni incombono su di noi, ma la luce del sole che penetra regala spettacoli…
Dopo un’ora e mezza è prevista una piccola pausa per un tea caldo, in attesa di indicazioni per la regata successiva, che poi è stata annullata per carenza di vento. 
Per domenica è previsto un po’ più di vento e cielo limpido, ma si inizia presto. Mi rinnovano l’invito e io son curiosa di vivere l’esperienza con un vento più deciso. Accetto e alle 9 son pronta per la nuova giornata. Il cielo è limpido e il sole è bello tiepido!
La prima regata dura due ore circa. E’ molto più divertente ed emozionante rispetto a quella pacifica del giorno precedente, così come lo sono quelle del pomeriggio.

Le regate nei Broads son state davvero un’esperienza preziosa. E’ bello vedere come gli inglesi vivano e amino certi luoghi e come essi facciano parte della loro cultura e della loro quotidianità. Fare regate, andare in barca a vela, sono eventi consueti. Tutti si conosco, sono amici, si divertono nel vivere il loro territorio, con rispetto. E’ stato un fine settimana di piccole perle, insomma…












sabato 5 ottobre 2013

Ely, Inghilterra...

Ely è una donna esile, dai capelli biondo cenere, raccolti con dolcezza. Una pelle rosa pallido, labbra sottili e portamento elegante.
Ma Ely non è una persona. E’ una cittadina dello Cambridgeshire che intravedo di sfuggita dal finestrino del treno sul tragitto per York. Emergono, tra il verde dei suoi alberi, le guglie della Cattedrale. Mi sembra bellissima, adagiata, ma con imponenza. Ho voglia di conoscerla e la cosa sembra difficile, ma non impossibile. Solo il treno la collega con Norwich, e riusciamo a trovare un biglietto “conveniente” e, quindi, dedicarle una domenica pomeriggio sembra un’idea meravigliosa!
E’ una bella giornata, un po’ ventosa, ma piacevole. Arriviamo felici verso le 16.
Per prima cosa vogliamo raggiungere il porticciolo. Lo notiamo dal treno e sembra ci sia un’allegra atmosfera. Ci sono tantissime barche, tutte estremamente vissute. 


Una ha una mucchio di piante coloratissime sul tetto, un’altra, invece, è strapiena di libri al suo interno.
C’è un bel movimento! I baretti intorno brulicano di gente che ha voglia di godersi il pomeriggio sorseggiando birra, con lo sguardo sulla natura ancora tiepida, grazie a questo autunno anomalo.


Passeggiamo sulla sponda del fiume e poi decidiamo di incamminarci verso la Cattedrale e il centro… C’è una leggera salita che ci conduce a quella che dovrebbe essere la via principale. In realtà non ho ben chiaro quale sia la zona centrale, visto che la cittadina appare deserta e i negozi son tutti chiusi e, in cuor mio, spero d’incontrare una vera via principale.



Alla nostra sinistra, ecco una costruzione antica e una porta che c’invita a entrare. E’ l’accesso laterale per la Cattedrale. La circumnavighiamo e, finalmente, attraverso una porta dalla bellezza superba, riusciamo ad accedervi. E’ immensa e, sento un tuffo al cuore. E’ un gioiello d’architettura ed è emozionante ammirarne le particolarità e la grandezza. E’ incredibile la sua magnificenza, soprattutto se rapportata al contesto in cui sorge. 





All’interno si sta celebrando la messa, per cui non possiamo spingerci nel conoscerla profondamente. Decidiamo di uscire e di cercare un po’ di vita, ma sono attratta da un insieme di costruzioni antiche e ben custodite, per cui dobbiamo per forza fermarci e sbirciare un po’. 
Si tratta della casa del sacerdote e, ahimè, non si può andare oltre. Quindi, proseguiamo con lo scopo di trovare una tea room, ma è tutto chiuso! In effetti son già passate le cinque, il coprifuoco inglese, per negozi e locali, è già scattato! Ci accontentiamo di un ristorante-pub molto carino e accogliente e, appena entrate, la voglia di dolce viene annientata dai profumi e dall’atmosfera: per gli inglesi dopo le 17 si cena! Ebbene sì, non abbiamo resistito e anche noi abbiamo ordinato senza paura!
Dopo una gustosa cena e una bella chiacchierata, con gran calma siam rotolate verso la stazione, salutato la delicata Ely, ma con addosso un velo di delusione, quello di una promessa tradita.

Ely è una donna che non mantiene le promesse!










martedì 1 ottobre 2013

Lo Yorkshire in bicicletta!

Avere qualche giorno libero e un’amica-sorella a poche ore di treno è un ottimo motivo per cercare un biglietto il più conveniente possibile, riempire lo zaino con lo stretto necessario e volar da lei. E’ successo un giovedì sera. Nessun giorno poteva esser migliore. Ci abbracciamo alla stazione e corriamo alla lezione di biodanza (non chiedetemi cosa sia…). Durante il tragitto cerco di captare quanto più possibile da questa città che tutti descrivono come deliziosa, piccola, ma estremamente carina.
Senza i vecchi non ci sarebbero i giovani, senza la cara vecchia York, non sarebbe mai esistita la Nuova! Questo è il pensiero che fa da sfondo alla mia visita…
La lezione di biodanza è divertente. E’ soprattutto un modo per conoscere un po’ di persone e scambiare qualche chiacchiera e sorrisi. Un ragazzo, amante dell’Italia, mi regala un biglietto per poter visitare gratuitamente la famosa cattedrale (che bellezza e fortuna!).
Ho trascorso delle giornate molto belle e rilassanti, a York. Ho vagato per le sue antichissime viuzze, per i carinissimi café, mercatini e negozietti particolari. In realtà, avevo intenzione di spostarmi almeno a Liverpool (che ho gran voglia di conoscere), ma il succedersi degli eventi e la necessità di non organizzare niente e vivere all’istante hanno plasmato in maniera differente le giornate. In particolare una, che credo non dimenticheremo facilmente per la meraviglia.
Son bastate due biciclette e una giornata di sole. Non ci siam nemmeno rese conto di aver macinato tutte quelle miglia tra paesini di campagna e campagna vera e propria…






Ah che meraviglia lo Yorkshire! Distese giallo oro, cavalli legati sul ciglio delle strada, e poi paesini e poi ancora campagna, bestiame, fattorie e qualche chiesetta… Una serenità immensa, pedalando tra i colori vivi di una natura rigogliosa. Cartina alla mano, ci siam fermate a pranzo in un pub di paese dove pare le famiglie fossero (e forse lo sono ancora) solite riunirsi per consumare il pasto domenicale. Il locale è molto ampio e carino. La sensazione è quella di trovarci a casa della simpatica famigliola che lo gestisce. Ci consigliano costole di vitello arrosto, patate e cipolle fritte e qualcos'altro che contribuiva a riempire il grande piatto di legno su cui ci è stato servito il tutto! E poi nuovamente in bicicletta (belle leggere) alla ricerca dei luoghi che la cartina ci indicava…



La bicicletta è davvero un’invenzione meravigliosa, ti permette di assorbire con intensità e interagire con i luoghi che si attraversano… Puoi regalare un sorriso e un saluto a una signora che fa giardinaggio, a delle bambine che giocano allegramente sul rigagnolo davanti casa, all’agricoltore sul trattore. Non c’è niente che ti protegga-separi “dall’esterno” e questo ti fa sentire estremamente viva…
Decidiamo di far rientro in città prima che faccia buio poiché non siamo equipaggiate di luci e potrebbe essere pericoloso. Ne approfittiamo per vivere l’esperienza di un tea e pasticcini dall’antica e famosa Betty’s…
Per entrare è necessario attendere qualche minuto, ma lo facciamo con allegria. L’ambiente è il più inglese possibile, persino le cameriere ti proiettano nel passato e ti sembra di accomodarti nel secolo scorso! C’è anche un pianista a rendere ancor più magica l’atmosfera: ed è, esattamente, in quell’istante che avrei voluto che il tempo si fermasse!




E’ proprio una cittadina deliziosa York, non c’è che dire!