Se l’autunno fosse una città, si chiamerebbe Norwich.
Passeggiare tra i suoi colori, in questo periodo, è
un’esperienza dell’anima…
La natura regala sfumature di innumerevoli arancioni, rossi
e marroni… Le sue case sembrano disegnate per questa stagione, per questo cielo…
Le foglie sembrano esistere solo per imprimersi sulle strade, per sciogliersi
nelle pozzanghere, per spremersi in meraviglie dalle mille intensità…
E’ questo che mi ha donato, stasera, Norwich.
In pochi minuti mi son trovata in quella parte di città che,
per me, è la più meravigliosa… Non c’era nessuno, come al solito… Mi son
fermata, inizialmente, sulla sponda del fiume dal quale si può godere appieno
l’incantevole spettacolo che è lì per chi lo vuole, per chi ne ha bisogno.
Quelle case, dai colori accesi, dalle forme nordiche che si
specchiano con riverenza sul fiume, che lo seguono generosamente nelle sue
forme, nelle sue necessità, senza pretese. Sono case semplici e, nonostante
tutto, hanno dell’ inespresso. Un potenziale nascosto che la città non riesce a
capire, a cogliere ed è per questo che son lì, sole con se stesse e col
silenzio che le circonda… Poco più in là si celebra la vita in chiassosi pub, ma
le distanze non son passi, son eternità…

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