Io, per gran parte della vita,
non ho desiderato andare ad Atene. La sensazione era che ci fossi già stata,
che la conoscessi già. Cinque anni di liceo classico hanno fatto in modo che la
Grecia divenisse parte di me, così come l’hanno raccontata, così come me la
sono immaginata, ogni singolo giorno, per ognuno dei cinque anni. Poi ci
atterri e rimani spaesata, ma in primis incantata. Una miriade di isole
vicinissime l’una con l’altra, immerse in un mare benedetto, dalle sfumature
intense di mille luccichii… E se questo avviene in una calda primavera
inoltrata, tra le piste d’atterraggio vi ritrovi miriadi di fiori lillà che
sommati al turchese delle acque, all’azzurro intenso del cielo, al bianco
calcareo delle rocce, alla ricca vegetazione dalle tante sfumature di colori,
non può che farti felicemente esclamare di aver raggiunto la terra degli dei!
Atene è una città particolare. Di
quelle di cui si sanno alcune cose e si pensa di saper tutto. Atene è il
Partenone, Atene è i templi greci simbolo del suo passato e del contributo che
ha donato per lo sviluppo dell’umanità… Questo è quello che di Atene si conosce
ed è familiare, ma sono numerose le volte in cui mi son chiesta che cosa avrei
trovato nelle singole vie, nelle piazze…
Dall’aeroporto ho preso la metro
per raggiungere il centro della città… Dopo poco più che mezz’ora ho raggiunto
la fermata Monastiraki, centralissima, dove ho prenotato l’ostello su consiglio
di Zoran, un amico croato che vi aveva già soggiornato. L’ostello è una bettola
la cui unica fortuna sono le due sorelle francesi con le quali, per due giorni,
ho condiviso la camera…
Atene l’ho vissuta in totale
solitudine e la cosa non mi è assolutamente dispiaciuta. Ho vagato per le sue
vie centrali, dove passato e presente si mescolano a volte con spontaneità,
altre con l’intenzione decisa di definire per proteggere e ciò mi ha condotto indietro
nel tempo e immerso in tutta quella civiltà, in tutta quella origine. Poi ci sono gli odori: quelli potenti delle
spezie; quelli del più vasto mercato della città, nauseabondi di primissimo
mattino, dell’animale sgozzato, dissanguato e appeso per essere al più presto
venduto, tra le urla dei giovani commercianti greci, di bellezza rara. E’ una città viva, Atene… Una città verace,
da vivere… A tratti è una donna moderna, sofisticata, elegante e
internazionale… Altre è una donna di strada, sporca, impolverata, calpestata,
vissuta intensamente, con le mura delle sue case che raccontano pensieri,
ispirazioni e pasticci di chiunque abbia avuto voglia di lasciarne traccia.
Atene è scortese; Atene è una donna meravigliosa e vera della quale io non ho
avuto il tempo di capire e di vivere tutto quello che è capace di donare, tutte
quelle miriadi di cose che è e che sogno di scoprire nella lentezza scandita
dalla placida quotidianità…

























