venerdì 5 giugno 2015

Atene...

Io, per gran parte della vita, non ho desiderato andare ad Atene. La sensazione era che ci fossi già stata, che la conoscessi già. Cinque anni di liceo classico hanno fatto in modo che la Grecia divenisse parte di me, così come l’hanno raccontata, così come me la sono immaginata, ogni singolo giorno, per ognuno dei cinque anni. Poi ci atterri e rimani spaesata, ma in primis incantata. Una miriade di isole vicinissime l’una con l’altra, immerse in un mare benedetto, dalle sfumature intense di mille luccichii… E se questo avviene in una calda primavera inoltrata, tra le piste d’atterraggio vi ritrovi miriadi di fiori lillà che sommati al turchese delle acque, all’azzurro intenso del cielo, al bianco calcareo delle rocce, alla ricca vegetazione dalle tante sfumature di colori, non può che farti felicemente esclamare di aver raggiunto la terra degli dei!
Atene è una città particolare. Di quelle di cui si sanno alcune cose e si pensa di saper tutto. Atene è il Partenone, Atene è i templi greci simbolo del suo passato e del contributo che ha donato per lo sviluppo dell’umanità… Questo è quello che di Atene si conosce ed è familiare, ma sono numerose le volte in cui mi son chiesta che cosa avrei trovato nelle singole vie, nelle piazze…
Dall’aeroporto ho preso la metro per raggiungere il centro della città… Dopo poco più che mezz’ora ho raggiunto la fermata Monastiraki, centralissima, dove ho prenotato l’ostello su consiglio di Zoran, un amico croato che vi aveva già soggiornato. L’ostello è una bettola la cui unica fortuna sono le due sorelle francesi con le quali, per due giorni, ho condiviso la camera…

Atene l’ho vissuta in totale solitudine e la cosa non mi è assolutamente dispiaciuta. Ho vagato per le sue vie centrali, dove passato e presente si mescolano a volte con spontaneità, altre con l’intenzione decisa di definire per proteggere e ciò mi ha condotto indietro nel tempo e immerso in tutta quella civiltà, in tutta quella origine.  Poi ci sono gli odori: quelli potenti delle spezie; quelli del più vasto mercato della città, nauseabondi di primissimo mattino, dell’animale sgozzato, dissanguato e appeso per essere al più presto venduto, tra le urla dei giovani commercianti greci, di bellezza rara.  E’ una città viva, Atene… Una città verace, da vivere… A tratti è una donna moderna, sofisticata, elegante e internazionale… Altre è una donna di strada, sporca, impolverata, calpestata, vissuta intensamente, con le mura delle sue case che raccontano pensieri, ispirazioni e pasticci di chiunque abbia avuto voglia di lasciarne traccia. Atene è scortese; Atene è una donna meravigliosa e vera della quale io non ho avuto il tempo di capire e di vivere tutto quello che è capace di donare, tutte quelle miriadi di cose che è e che sogno di scoprire nella lentezza scandita dalla placida quotidianità…










mercoledì 3 giugno 2015

Limassol... Cipro

Limassol, seconda città cipriota per dimensione e importanza, l’abbiamo raggiunta dopo due ore di autobus, sulla costa sud-orientale dell’isola. Prima di entrare in città, è stata d’obbligo una sosta al castello Kolossi, costruzione risalente al XV secolo sorto su rovine di una ancor più antica fortezza del XIII secolo. 



Tali rovine circondano ancora il castello che apparteneva ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, tra le più importanti sedi di comando. Ha una forma quadrata ed è alto circa 21 metri. Dalla torre si ammira un bel panorama del territorio circostante dove si produceva ed esportava un vino dolce chiamato “Vin de Commanderie”, o Commandaria. 



I ruderi intorno, circondati da una vegetazione generosa, incuriosiscono e invitano a inoltrarsi tra le piante rigogliose, scoprendo vecchie signore che vivono, coi loro animali da cortile, proprio lì intorno.



La giornata ci dona un cielo limpido azzurro e un sole intenso e forte. Eccoci a Limassol per un’intera giornata da spendere alla sua scoperta. Sono due le anime che respiro: la bohémien della città antica vissuta dai suoi abitanti, in mano ad artisti radunati lì per esprimersi come desiderano, tempestata di bar semplici, ma d’ispirazione artistica e quella ricca, curatissima, sofisticata e moderna dei vacanzieri e degli investitori di passaggio. 






Limassol è una città vivace, turistica e con un porto importante sia per traffico di merci che di passeggeri…

Le case di nuova costruzione sul lungomare di acqua azzurra e limpida raccontano una località di vacanza che ospita persone benestanti che amano coccolarsi. Numerosi i cantieri di costruzioni che promettono “risvegli sul mare”… 



Vasche d’acqua, piscine fonte di refrigerio per i giovani che vi sostano durante la pausa pranzo, rendono particolarissima la passeggiata che costeggia il Mediterraneo e che separa l’isola dal non lontano Libano. 



E’ allegra e viva Limassol, e mentre passeggio per le sue vie più antiche, alla tremenda ricerca di riparo dal sole, le musiche del Rebetiko risuonano all’interno di un’officina meccanica e ciò mi impone una sosta e uno scambio di battute col signore che si appresta a ridare vita all’auto sulla quale è intento a lavorare… E poi l’incanto dei murales, che si concentrano generosi in alcune vie, su case abbandonate nostalgiche di vita, e ti invitano a proseguire desiderosa di scoprire e timorosa di poter perderne la bellezza… 









Questa è stata Limassol, per me che vi sono passata leggera leggera…