venerdì 1 luglio 2016

The Floating Piers sul lago di Iseo.

La scoperta risale a qualche mese fa quando ho saputo che a principio dell’estate 2016 si sarebbe potuto camminare sulle acque del lago di Iseo grazie a un’opera di land art. L’immagine che preannunciava l’evento era esaltante e molto poetica così come l’essenza stessa del pensiero artistico dei suoi fautori Christo e la sua compianta moglie Jean Claude.
La sensazione immediata che ho avuto è quella di pura magia, ma la percepivo come una cosa lontana, di cui forse mi sarei dimenticata e per la quale, sicuramente, non avrei avuto magari il tempo o le energie sufficienti per poterla vivere. Poi, sempre oberata di mille pensieri, la mia mente e la sfera dei desideri hanno dimenticato per qualche tempo la notizia per poi risvegliarsi dinanzi a quella che è divenuta la realtà: una passerella lunga 3 chilometri e larga 16 metri, 100.000 metri quadri di tessuto giallo cangiante, sostenuti da un sistema modulare di pontili galleggianti costituiti da 220.000 cubi di polietilene che assecondano il movimento delle onde, congiungono il piccolo paese di Sulzano con Monte Isola e l'isola di San Paolo, completamente circondata dalle passerelle. Per 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016.
La vita ha voluto che io dovessi andare a Milano per il Think Tank Tourism. Ho pensato che questo potesse essere il momento giusto per non farmi sfuggire un sogno, un desiderio che avevo espresso qualche mese fa… L’impresa è divenuta, per me, una sfida. E così mi sono organizzata, ho raggruppato le poche energie che mi son rimaste in corpo da un inverno estenuante e ho messo in piedi tutte le azioni possibili per raggiungere la passerella, camminarci, viverla, vederla, provare a capirla, custodirla nelle mie imprese, nel mio cuore. E così è stato. Partenza alle 7:00 del mattino su un treno che mi ha condotto a Brescia. Lì, mezz'ora d’attesa per il treno per Sulzano. In realtà ci han dirottato su un altro trenino diretto a Iseo e da lì una navetta ci ha condotto al piccolo paese da cui è possibile intraprendere l’avventura della famosa camminata sulle acque.
Raggiunta Sulzano, l’atmosfera di eccezionalità la si percepisce al volo. E’ ancora mattina presto e c’è l’aria fresca e tipica di un piccolo paese che si risveglia dal sonno notturno. E’ un paese allegro, in cui la felicità di essere gli eletti per un’opera di tale portata la si coglie a occhio nudo. Si vive la semplicità di una comunità che è stata scelta e, forse, anche la sua umiltà.  L’arancione appare quasi subito al mio sguardo. Inizia presto e t’introduce, come un continuum tra la terra ferma e le acque, in quella che poi sarà una camminata storica…
Quando intraprendo il mio cammino non c’è ancora tanta gente. I bagliori di luce e i riflessi delle acque sono, però, di una bellezza estrema… La camminata è baldanzosa, ricca d’adrenalina. Quella leggera instabilità, quell’euforica leggerezza di sentirsi a stretto contatto con le acque, di ondeggiare leggermente seguendo il loro delicato movimento. Tra fare e guardare, forse, è più emozionante la seconda. Nel fare non riuscivo a rendermi pienamente conto di essere anch'io una pedina, un esserino che affrontava il cammino che, a colpo d’occhio, dava davvero l’impressione di essere sulle acque, immersi in un paesaggio sbalorditivo e di poterne fruire come, probabilmente mai più sarà possibile. A fronte di numerose e, forse, inutili polemiche, fortunati coloro che, in queste due settimane, son riusciti a vivere una così particolare e unica esperienza…