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venerdì 27 dicembre 2013

E, d'improvviso, la muraglia!

Lasciamo Tai’an a metà giornata. Facciamo scorta di viveri in stazione (cracker e biscottini). Pechino dista 418 km che percorreremo in treno. Siamo stanche e un po’ provate dalle esperienze che stiamo vivendo, ma siamo comunque cariche e molto motivate e curiose. Siamo a metà del nostro viaggio, dobbiamo ancora conoscere una parte di Cina che m’incuriosisce moltissimo. Arriviamo a Pechino nel pomeriggio, fa molto caldo. Non sappiamo ancora come raggiungere Datong. Col treno pare impossibile, mentre l’opzione più pratica, veloce ed economica pare sia l’autobus. Ci offre il suo aiuto un ragazzo brasiliano, che parla cinese e che si trova in stazione in attesa della sua fidanzata in arrivo dal Brasile (lui ha un’aria conosciuta). Ci fa perdere un po’ di tempo e rischiamo di non riuscire a prendere l’ultimo pullman per Datong. Affaticate, accaldate, con i nostri pesanti zaini prendiamo l’autobus e arriviamo alla stazione. Compriamo i biglietti per Datong. L’ambiente non è tra i più rassicuranti. Vi sono dei ragazzi che ci girano intorno, ci dicono cose incomprensibili. Cerchiamo un posto per sederci in attesa della partenza. La stazione è lurida, davanti a me c’è una bimba poco vestita che si rotola per terra, nella sporcizia,  nell’indifferenza della sua giovanissima mamma.
E’ ora di partire. La signorina che stacca i nostri biglietti è gentilissima, quasi lusingata dalla presenza di due ragazze occidentali. L’autobus non è tra i più moderni. Lasciamo Pechino. Ci aspettano 265 km per raggiungere Datong e oltre tre ore di autobus. La guida è molto avventata, le strade non sono confortevoli e i sorpassi azzardati non sono rarità. La giornata è bellissima, il cielo azzurro e limpido. A un tratto, ecco apparire, sul lato destro, la Muraglia. Improvvisa, maestosa, sinuosa, sofisticata che emerge silenziosa in un paesaggio di montagne verdi e rocciose, mozzafiato. Io emetto un piccolo urlo di sorpresa e stupore per richiamare l’attenzione di Maria Grazia. Lei è quasi addormentata, ma uno spettacolo simile è imperdibile. 



Gli altri passeggeri si voltano a guardarci, richiamati dal nostro stupore, che quasi non comprendono. La muraglia è lì da secoli e, adesso, ci capita per caso, nella sua naturale placidità. Non ci sono turisti, non c’è la foga di vederla e camminarci sopra. Lei è lì a fare il suo dovere, distendersi per chilometri, dividere, proteggere un territorio dall’altro. Siamo senza parole, viviamo la nostra fortuna in silenzio e l'animo in subbuglio…

Si fa notte e la strada sembra non terminare mai. Arriviamo verso le 22 a Datong. L’autobus si ferma sul ciglio di un marciapiede e, come al solito, veniamo “assalite” da gruppi di tassisti (tutti abusivi) che si propongono di portarci ovunque e tentano di prenderci le valigie. Concordiamo il prezzo e ci facciamo condurre all'hotel che abbiamo prenotato il giorno prima. Sembra un albergo abbastanza confortevole, il prezzo è sotto i 10 euro a notte. Una volta in camera ci rendiamo conto di vari disservizi (luci e internet che non funzionano)… Cambiamo stanza e io crollo addormentata!