Visualizzazione post con etichetta Madrid; Spagna;. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Madrid; Spagna;. Mostra tutti i post

giovedì 7 novembre 2013

Una notte a Madrid!

Tornare a Madrid è sempre un rientrare a casa. Ad accogliermi un’aria frizzantina, almeno 10 gradi in meno rispetto alla Sardegna.

Juanito non è potuto venire a prendermi in aeroporto poiché era ancora in ufficio e ci siam dati appuntamento, dopo le 18e30, davanti al VIPS in Colombia (fermata di metro). 
Quindi, ho preso la metro da Barajas ed è stato molto emozionante. Non ricordo di aver provato gli stessi stati d’animo l’anno scorso, l’ultima volta che ho visitato Madrid. 
Non saprei… E’ che forse dopo la Cina tutto è diverso o che a furia di sommare, niente è più uguale. O forse è grazie ai miei ultimi studi che il mio sguardo è sempre più vigile. La metro non è cambiata, è sempre accogliente e super efficiente. In meno di mezz’ora ho raggiunto Colombia e nel frattempo mi son fatta coccolare dalla parlata madrilena di due uomini d’affari, in piedi, di fronte a me… La sensazione è quella felice di un’Europa dei popoli e io mi sento fortunata nel percepirla e nel farne parte. In attesa di Juanito, chiacchiero con tre ragazzi, di cui uno tunisino, che tentano di raccogliere fondi per i rifugiati in Siria. Lui non è particolarmente felice di vivere a Madrid, dice che in Tunisia guadagnerebbe molto meglio, ma oramai ha moglie e figlio e si deve accontentare. Mi parla della tragedia di Lampedusa, dell’atteggiamento del Governo italiano nei confronti dei migranti, lo sguardo si fa duro… Sono gli occhi di chi sa benissimo che poteva essere uno di loro, occhi di una fratellanza umana. Perché l’acqua che ci separa ci fa credere di essere così diversi l’un dall’altro? Di essere così lontani? Un tempo le acque erano elementi d’unione,  adesso separano… Il mondo è, per me, un lungo continuum, un lento modificarsi di genti, luogo per luogo, ma sempre parte di un unico tutto…
Arriva Juanito, ci rifugiamo in un pub irlandese vicino casa, mangiamo patate piccanti e ci raccontiamo mesi di lontananza, aspettative e futuri traguardi da raggiungere… Lui è sempre uguale e, in apparenza, pure io. Cena in famiglia (manca solo Jaime) e poi a dormire: domani Marocco!