Le domeniche sono giornate indefinite per natura: diventano
quello che tu vuoi che siano. E così ho preso un panino al volo e son saltata
sull’autobus. Sapevo unicamente che ci sarebbero volute due ore di campagna
inglese…
Sono arrivata nel primissimo pomeriggio. Un sole alto e un
cielo azzurro mi hanno accolto. La fermata degli autobus si trova davanti a un
parco meraviglioso, enorme e verdissimo. Subito ho scorto un gruppo di ragazzi
super belli ed eleganti… e ho pensato: Cambridge!
Quindi, con la riverenza di colei che si appresta a solcare una
città mitica, ho attraversato il parco e sono andata alla ricerca del centro.
Cosa c’è da vedere? Dicono sia una delle città più belle della Gran Bretagna
(se non addirittura la prima della lista) e quindi, let’s go to discover the
town…
Cammino senza meta, un po’ a naso, un po’ seguendo i flussi
di giovani che popolano le vie… M’incanto qua e là e respiro il sogno del
potere.
Arrivo in centro, le strade brulicano di annunci, di
biciclette, di ragazzi e energia. Non mi sono sufficienti due occhi per
catturare tutto! L’atmosfera è magica e sa di futuro… Forse è la prima volta,
da quando sono negli UK, che mi sento in Europa…
A un tratto intravedo una bancarella di libri e un signore
che li guarda interessato. E’ un uomo alto, vestito di nero, con una borsa a
tracolla di cuoio, ha capelli e barba bianchi e folti. Si distingue dalla
massa, ne emerge con naturalezza.
In un istante gli ho disegnato addosso una vita. E’
sicuramente un uomo dall’esistenza avventurosa e affascinante. E’ certamente un
intellettuale e di sicuro ha vissuto in Cina, quando la Cina non era quella che
ho conosciuto.
Un attimo e l’ho superato. Procedo affamata di conoscere e
scoprire. Trascorrono degli istanti ed eccolo al mio fianco che commenta lo
stupore con cui afferro la città. Non mi ricordo esattamente cosa disse, ma ho
ben chiaro che se lo seguo potrei scoprire Cambridge come in solitaria non
riuscirei. E lì, in un miscuglio di storia e leggende, a correre tra i più bei
collegi mai visti, a scoprirne giardini, corridoi, biblioteche, cappelle, a
sentirne i racconti più accurati. Entrare gratuitamente ovunque perché lui è un docente e this young lady is
my guest…
Jeff insegna arte… per lo più Jazz! Conosci Paolo Fresu? No.
Ah.
Jeff non parla tanto, però gli piacciono le persone (per lo
più stranieri) e ha sempre voglia di aiutar tutti... Ed ecco che ci fermiamo
con una coppia di Hong Kong, con un gruppo di cinesi e un’altra coppia di
portoghesi simpaticissimi.
Lentamente capisco tante cose… Dentro quell’uomo
dall’aspetto forte e distinto vi è un animo talmente sensibile da essere un
cristallo prezioso. Trasuda cultura con forte passione. Sente la musica nelle
parole. Parla con sé e poi chiede scusa, come un ritorno alla realtà… E’ come
se tutta quell’energia che ha in corpo fosse eccessiva per un essere umano. E
allora come si fa? Se il tuo corpo non riesce ad assorbirla? Se la tua mente si
gonfia quasi per esplodere? Io non lo so… E nemmeno i suoi occhi azzurro impotenza,
lo sanno…




