I bambini siriani son diventati il mio primo pensiero: dover
lasciar Gaziantep e abbandonarli al loro destino mi addolora, ma allo stesso
tempo la situazione è talmente grave che il senso d' impotenza regna sovrano e mi rendo conto di
non essere, da sola, nelle condizioni per migliorarla.
Una soluzione sarebbe, sicuramente, quella di riuscire a trovare ai genitori un lavoro dignitoso che
permetta loro di avere una casa in cui non ci piova dentro, in cui ci siano
abbastanza stanze per non dover dormire in 8/10 e più nella medesima camera,
nella quale vi sia un bagno e non solo un “pisciatoio” nel cortile, nascosto da
una tenda, e in cui ci sia acqua calda con la quale avere il piacere di lavarsi
quotidianamente o spesso.
Per questo, abbiamo pensato che tra le nostre possibilità vi
potesse essere quella di far studiare i bambini, di insegnar loro a leggere e
scrivere o a proseguire un pochino, qualora lo sappiano già fare. Perché
studiando avrebbero la possibilità di poter scegliere nella loro vita e non
avrebbero un futuro già segnato da raccoglitori di spazzatura. Molti bambini
sono davvero intelligenti ed è ingiusto che a causa della guerra che affligge
la loro terra e il loro popolo, siano costretti a una vita arida anche dal
punto di vista culturale. E grazie alla generosa disponibilità delle volontarie
egiziane e di un volontario giordano le lezioni sono iniziate.
Abbiam
acquistato penne, ci siam procurati dei fogli e abbiam portato la pesante
lavagna al parco (non ci sono stati concessi gli spazi dell’associazione). Il
primo giorno è stato un po’ caotico, ma i bambini sembrano tutti super
entusiasti. La lezione è stata sull’alfabeto. Le successive lezioni, invece, sono
state più organizzate: abbiamo creato tre gruppi, a seconda del livello (e
credo sia andata molto meglio). Alcuni hanno disegnato, altri giocato, chi
studiato e c’è anche chi si è concesso un po’ di ogni attività.
Lentamente l'appuntamento pomeridiano al parco sta diventando consuetudine e un punto di riferimento per molti bimbi che possono tornare a sentirsi tali. Alcune bambine han iniziato con moltissimo entusiasmo anche il corso di inglese.
L'augurio è la costanza nell'impegno e una sempre maggiore sensibilità per i meravigliosi e innocenti bambini di Siria. Un giorno, quando questa maledetta guerra terminerà, la Siria avrà necessità di una classe dirigente formata e consapevole che rischia, terribilmente, di non avere, perdendo irrimediabilmente tutta una generazione di creature che adesso vagano indifese per le strade siriane, libanesi e turche...







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