venerdì 25 aprile 2014

Bitola e il villaggio incantato di Trnovo, Macedonia!

Bitola è una delle città più importanti della Macedonia, nel profondo sud del paese, poco distante dal confine con la Grecia. E’ circondata da montagne meravigliose, con punte ancora candidamente innevate e una vegetazione che regala panorami emozionanti anche mentre si attraversa la strada.
Il centro alterna meravigliose palazzine erose dal tempo, trasudanti rakija e poesia, con quelle ricoperte di nuovo e colori vivi.







Le strade sono ampie e il sole vi trova comodamente spazio, esaltando la sensazione di vivacità e di accoglienza che mi trasmette, donandomi suggestivi disegni di cielo.


Ci ripieghiamo, attorcigliamo nelle vie storiche della città cercando di non tralasciare nessun canto nostalgico, celato in intonaci stanchi. D’improvviso si percepisce musica ancora soffocata da vie che si susseguono, separandoci. Dopo pochi istanti, sbucano tre uomini con i loro strumenti a disegnare, senza errori, le loro identità. Procedono con passo pesante, ma rapido e deciso, per imporci i loro suoni e spillarmi 50 denari con un morso, come un cane rabbioso. Penso che nessun gesto, nessun passo potesse essere più azzeccato per questa mia prima esperienza ravvicinata, in terra macedone, col mondo Rom.



Ed ecco, un altro gruppo di donne Rom, alcune giovanissime in abiti strizzati in corpo, pelle ambrata, con la giusta dose di polvere che la strada ti butta addosso. Hanno chiome ricche a scaldare spalle nude e far immaginare visi aggressivi che non esistono perché, a guardarle negli occhi, trovi sguardi che si perdono in laghi d’inespressività. Ad accompagnarle vi son tre donne, coperte di colore, agitano tamburelli per far ballare i corpi giovani, sfrontati come solo loro sanno essere, nel prendere la forma dell’uomo che le invade.


E lì, Ramona si rende conto della magia che sto vivendo, in quella che sembra la sporca strada di un circo squallido e decadente. Così mi racconta, fissandomi intensamente negli occhi, di suo nonno zingaro, bellissimo e vagabondo. Mentre la carovana era ferma, accanto alla città, ha conosciuto la nonna, strappandola alla banalità della quotidianità e all’approvazione della famiglia. Mi guarda così intensamente, che i suoi occhi rumeni e celesti sembrano due sfere di cristallo in cui puoi leggere l’intensità degli istanti, degli attimi per poi andare oltre e riflettersi in un profondo senza fine.

A pochissimi chilometri da Bitola, all’ingresso del parco nazionale Pelister, vi è il villaggio di Trnovo, nelle vicinanze del quale passa l’antichissima via Egnatia che collegava l’Adriatico con l’Egeo. Sorge immerso in una natura meravigliosa e in una pace senza tempo.



E’ un villaggio semplice, di poche case di contadini e, in proporzione, di molti bimbi e giovani. Gli abitanti son di una gentilezza e genuinità infinita ed è facile essere invitati nelle loro case per un caffè. Io ho alloggiato all’hotel Sator, accogliente e confortevole villa sulla strada per il villaggio, palcoscenico adatto per interessanti momenti di crescita, stimolanti riflessioni e divertimento puro. Ed è qui che ho vissuto una delle sensazioni più intense della mia vita quando, aprendo la finestra del bagno, di primissimo mattino, dopo una doccia bollente, ho scoperto che il sole tiepido del giorno precedente era unicamente un ricordo sommerso dal candore compatto della neve che si adagiava generosa ovunque.





Esempio meraviglioso di come le cose possano accadere e cambiare, rivoluzionariamente, d’improvviso. Son cose rare, ma accadono. Ed essendo rare lasciano strascichi d’emozione e ti convincono ulteriormente di quanto la vita possa essere magica, se solo si ha la fortuna di trovarsi nell’istante e luogo esatto in cui le magie avvengono: e io a Trnovo, all’hotel Sator, circondata da persone meravigliose, sono stata fortunata!

4 commenti:

punto Architettura ha detto...

Mari..i tuoi racconti sono sempre molto emozionanti, sembra di girare il mondo con te!!!! ;)

Unknown ha detto...

Che bello!!!! Um dos mais lindos que eu já le! ;) Grazie Mavina!

Unknown ha detto...

Il modo in cui tu scrivi e una poesia ed un risveglio per riccordare la ragione per quale siamo qui e perché stiamo vivendo.
Riesci a vedere il bello a il buono in tutto e in qualsiasi cosa.
Ci fai riscoprire il vero senso di la nostra esistenza, quello di vedere e sentire, di assaporare e scoprire il mondo, di esperimentare e sentire la vita.
Sei una vera viaggiatrice e lo sei anche per noi per ricordarci quanto e meravigliosa la nostra Pianeta .

fuga inglese ha detto...

Grazie, grazie, grazie! :)