Tornare a Madrid è sempre un rientrare a casa. Ad
accogliermi un’aria frizzantina, almeno 10 gradi in meno rispetto alla
Sardegna.
Juanito non è potuto venire a prendermi in aeroporto poiché era
ancora in ufficio e ci siam dati appuntamento, dopo le 18e30, davanti al VIPS
in Colombia (fermata di metro).
Quindi, ho preso la metro da Barajas ed è stato
molto emozionante. Non ricordo di aver provato gli stessi stati d’animo l’anno
scorso, l’ultima volta che ho visitato Madrid.
Non saprei… E’ che forse dopo la
Cina tutto è diverso o che a furia di sommare, niente è più uguale. O forse è
grazie ai miei ultimi studi che il mio sguardo è sempre più vigile. La metro
non è cambiata, è sempre accogliente e super efficiente. In meno di mezz’ora ho
raggiunto Colombia e nel frattempo mi son fatta coccolare dalla parlata
madrilena di due uomini d’affari, in piedi, di fronte a me… La
sensazione è quella felice di un’Europa dei popoli e io mi sento fortunata nel
percepirla e nel farne parte. In attesa di Juanito, chiacchiero con tre ragazzi,
di cui uno tunisino, che tentano di raccogliere fondi per i rifugiati in Siria.
Lui non è particolarmente felice di vivere a Madrid, dice che in Tunisia
guadagnerebbe molto meglio, ma oramai ha moglie e figlio e si deve
accontentare. Mi parla della tragedia di Lampedusa, dell’atteggiamento del
Governo italiano nei confronti dei migranti, lo sguardo si fa duro… Sono gli
occhi di chi sa benissimo che poteva essere uno di loro, occhi di una
fratellanza umana. Perché l’acqua che ci separa ci fa credere di essere così
diversi l’un dall’altro? Di essere così lontani? Un tempo le acque erano
elementi d’unione, adesso separano… Il
mondo è, per me, un lungo continuum, un lento modificarsi di genti, luogo per
luogo, ma sempre parte di un unico tutto…
Arriva Juanito, ci rifugiamo in un pub irlandese vicino
casa, mangiamo patate piccanti e ci raccontiamo mesi di lontananza, aspettative
e futuri traguardi da raggiungere… Lui è sempre uguale e, in apparenza, pure io. Cena in famiglia (manca
solo Jaime) e poi a dormire: domani Marocco!














































