lunedì 11 novembre 2013

In viaggio per Meknes...

Per raggiungere Meknes abbiamo impiegato 6 ore: 5 in autobus fino a Fez e poco meno di un’ora di treno da Fez a Meknes. Il viaggio è stato piacevole, sebbene alla fine sia stato anche molto faticoso. 
Colazione a Chefchaouen in un bar del corso, nel quale ad accoglierci è stato un signore molto simpatico.



Scelgo la colazione tipica marocchina a base di uova, formaggio fresco, carne, olive e pane (deliziosa!).
Un ultimo giretto tra i vicoli turchesi e siam pronti a salutare la città verso le 13. Saad ha comprato un po’ di pane e ha ancora con sé formaggio e olive, che si son dimostrate utili verso le 15, quando veniamo assaliti, lungo il cammino, da una fame cosmica e il cioccolato fondente che porto con me non basta più…



Durante il viaggio ho la possibilità di vedere un po’ di Marocco e i paesaggi mutano velocemente. Vedo la povertà dei villaggi, roghi sparsi qua e là per bruciare rifiuti (quindi immagino che non esista un sistema di raccolta ed è per questo motivo che i rifiuti son davvero sparsi ovunque, anche nei campi coltivati), vedo piazzuole create giusto per attendere il passaggio di taxi e autobus in mezzo al niente (capita di vedere sedie e tavolini sotto gli alberi, a disposizione di coloro in attesa).


Attraversiamo zone molto aride, uliveti e un grande lago che contribuisce a rendere meravigliosamente bello il paesaggio che ci circonda.
Una volta raggiunta Fez, percorrere alcuni tratti della città nuova mi ha trasmesso tanta allegria. E’ una città totalmente differente da quelle già visitate. E’ energica, viva, sprizza modernità… Raggiungiamo velocemente la stazione ferroviaria che è una struttura di recente costruzione. Il treno parte con un po’ di ritardo e, come da manuale, viaggia a porte aperte.

Arriviamo a Meknes, poggiamo gli zaini e ci dirigiamo nella zona storica, che si prepara ad affrontar la notte. I commercianti hanno già conservato banchetti e mercanzie e, per strada, rimangono soltanto gli ingombranti involucri e scatoloni del loro passaggio. I bambini giocano a pallone negli ampi spazi appropriandosi a loro modo della bellezza del loro passato e del loro presente: fortunati!





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