Finalmente sono ritornata “al
mondo”. In un periodo in cui mi sono concessa tantissima Sardegna, ho sentito
forte la necessità di ripartire, sebbene per pochissimi giorni. Ho scelto, in
primis, Bratislava un po’ per curiosità e un po’ per il collegamento rapido ed
economico che, ancora, la presenza di Ryanair ci consente.
Ho sempre sentito parlare della
capitale slovacca con poco coinvolgimento, scarsa attenzione, come una città
insignificante con niente da offrire… Non avevo ben chiaro cosa avrei trovato.
Sapevo, però, di cosa avevo e, ancora, ho voglia… Sentirmi al centro dell’Europa,
in quel centro culturale di scambi e di persone, nel brulicare di energie,
idee, confronti… Insomma, sempre la solita atmosfera settembrina che riconduco
ai molteplici nuovi inizi che, negli anni passati e sempre in differenti luoghi,
ho affrontato.
E Bratislava mi ha donato proprio
questo: il calore fiabesco del suo centro storico, caffè letterari ricchi di
libri e di giovani, luci calde, case color pastello e tetti spioventi, vie
silenziose in acciottolato, un castello magnifico che svetta sulla città e si
adorna di un giardino con fiori coloratissimi, tanti dolci, uno sguardo sul
Danubio e l’ennesimo incontro in ostello con una coreana… Bratislava mi ha regalato
pace, tranquillità. Mi ha restituito il tempo di cui, in questi mesi, mi son
privata…
Seconda tappa è stata Budapest. In realtà, se fossi stata libera di scegliere,
avrei capovolto le destinazioni e mi sarei diretta a Brno… Così non è potuto
essere e dopo un treno preso all’improvviso, ho raggiunto la capitale
ungherese che desideravo da tempo conoscere. Budapest è una di quelle città di
cui si sa essere bellissima, ma si conosce unicamente la meravigliosa conformazione del suo Parlamento, e niente più… Anche in questo caso, non sapevo assolutamente cosa e come mi avrebbe accolto. In effetti, la primissima sensazione, una volta arrivata in
stazione, non è stata magnifica. Una città imponente, grandiosa, grigia,
energica. Mi sono quasi sentita insicura… Questa sensazione, però, è durata
pochissimo. Con una breve passeggiata ho raggiunto l’ostello, ho fatto amicizia
con una ragazza messicana e, di corsa, alla scoperta del cuore della città,
ansiosa di scovare una bellezza sconosciuta. Budapest è una città vivibile e
passeggiar tra le sue vie è molto piacevole. E’ difficile perdersi e, in
pochissimo tempo, ci si sente tranquillamente a casa.
Ha angoli molto belli e
poetici, ma credo che, in assoluto, la sua meraviglia sia il Parlamento in
notturna. Ecco, io davanti a quello spettacolo avrei potuto attardarmi tutta la
vita, come se non fossi mai sazia di splendore.
Adesso, uno dei desideri è far
ritorno in questa città, in una fredda freddissima giornata invernale…
Alle 7 e 10 del mattino è partito
il mio treno per Timisoara: la mia prima volta in Romania. Già a Budapest, in
realtà, desideravo intensamente questo momento. Ero molto curiosa del paesaggio
che mi avrebbe accompagnato durante il viaggio e dell'ingresso in Romania stessa… In
prossimità del confine ho ricevuto controllo documenti sia dalla polizia
ungherese che, successivamente, da quella rumena. In un buon italiano mi han chiesto motivazioni del viaggio e destinazione precisa…
Varcato il confine mi
sono emozionata e poi rabbuiata… Insediamenti umani posticci e povertà son stati la prima immagine del Paese…
Ho raggiunto Timisoara dopo oltre 5 ore di treno. La stazione non è un luogo accogliente. Ho camminato per circa 20 minuti e ho
raggiunto il centro esatto della cittadina dove, in un antico palazzo sede
della Camera di Commercio, al terzo piano sorge l’ostello che mi ha ospitato
per due intere giornate. Lì, oltre a numerosi ospiti, ho avuto il piacere di conoscere
le due ragazze che gestiscono la struttura: mi han dato ottimi consigli per
scoprire la città e abbiamo parlato sia della Romania che dell’Italia, di ambizioni,
sogni, occasioni mancate, discriminazione… E’ stato un momento molto bello dal
punto di vista umano. Così come l’incontro con Dragosh e Viola... Timisoara è
una cittadina con un centro storico bellissimo: ampie piazze, architetture che
richiamano l’art nouveau, sinagoghe, chiese e cattedrale ortodossa…
Timisoara è
una città di confine: poco distante dall’Ungheria, poco lontana dalla Serbia (dove
avrei dovuto proseguire il viaggio, se non avessi cambiato idea)… E’ vivace,
ricca di studenti, locali accoglienti, parchi meravigliosi (tra cui quello
delle rose e quello dei bambini che mi hanno letteralmente incantato)… E’ la città, inoltre, in cui hanno avuto inizio le sommosse popolari
che nel 1989 hanno determinato la caduta dal potere del dittatore Ceaușescu.
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| Zona della città in cui sono iniziate le sommosse nel 1989 |
Alle sue pareti, spesso, capita di trovare scritte, quasi impercettibili, della
sua storia umana e politica… Per non dimenticare…
Timisoara mi lascia un po’ in
bilico: da un lato l’ho sentita delicata e poetica, viva e frizzante, ma con un
retrogusto aspro… Due giornate son solo un piccolo antipasto di un mondo così
interessante e nuovo come la Romania che spero di riuscire ad assaporare quanto
prima…




























































