A Tarifa abbiam dedicato un’intera mattinata. Del paesino
che sorge sul mare ho solamente potuto immaginarne scorci, angoli e bellezza di
stradine in fiore, tra case candide. Ci siam recati, immediatamente, in
prossimità de la isla de las Palomas, legata alla terraferma da un istmo
artificiale, bagnato da un lato dal mar Mediterraneo e, dall’altro, dall’oceano
Atlantico.
E’ questo il punto più a sud
d’Europa così vicino all’Africa da poterla vedere chiaramente, nelle giornate
limpide. Noi non abbiam avuto questa fortuna, nonostante il cielo azzurro, ma
l’emozione per la bellezza del paesaggio circostante non ha, comunque, lasciato
spazio a nessuna delusione o tristezza. Intorno a noi, ai nostri lati, un
tripudio di azzurri e di acque limpide inebriava lo sguardo e lo spirito. Il
vento, quello tipico dei luoghi più esposti, non si è placato un attimo… La isla
de las Palomas è una riserva naturale, ma al suo interno, nei vecchi edifici
utilizzati precedentemente dalla Guardia Civil, ospita il Cie di Tarifa, centro
di detenzione per stranieri.
Noi, siamo riusciti a ottenere il
permesso per visitare il parco. Pare che tale concessione sia qualcosa di
straordinario, essendo un luogo normalmente interdetto ai cittadini. All’interno
del parco non abbiam potuto scattar foto. Costruzioni abbandonate, erose
dall’incuria e dal tempo, una natura meravigliosa, un profumo di mare intenso e
il garrito dei gabbiani ci hanno accompagnato durante la nostra visita. Anche
un’altra sensazione è stata nostra vicina durante ogni passo… In lontananza,
dietro una spessa rete, ragazzi africani vivevano la loro “ora d’aria”. Durante
la nostra permanenza, inoltre, due auto della polizia han scortato i nuovi
ragazzi appena arrivati. Loro sono quelli che son riusciti a toccar la costa
europea, magari saltando la valla di
Melilla o chissà come…
Nell’isola vi son dei cartelli
che spiegano le caratteristiche naturalistiche delle varie zone. Uno, in
particolare, mi ha colpito profondamente. Ne voglio riportare, parola per
parola, il contenuto:
“Este espacio es una zona de
confluencia de tres regiones biogeograficas marinas lo que propicia que sea una
de las areas marinas de major diversidad de especies en los mares europeos.
Destacar la especial relevacia que tiene el estrecho en las migracion es tanto
e nel eje norte – sur para las aves como en el este-oeste para peces y
cetàceos”.
Lo spazio dinanzi ai miei occhi è
considerato prezioso ed è protetto perché punto d’incontro di tre regioni biogeografiche
marine, luogo che concentra in sé una grandissima varietà di specie presenti nei
mari europei. Luogo d’incontro delle diversità, insomma… Per questo si preme
sottolineare la forte rilevanza che ha questa zona per le migrazioni di varie
specie animali (insetti, pesci e cetacei). Queste parole son scritte a cento
metri da un luogo di detenzione di ragazzi africani che son riusciti a
raggiungere le coste europee… I luoghi d’incontro tra differenti specie animali
vanno protetti affinché l’incontro, fonte di ricchezza, avvenga mentre, per
quanto riguarda gli esseri umani, lo stesso principio non ha la medesima valenza,
la stessa rilevanza… Questa contraddizione così oggettiva credo che non la
scorderò facilmente…
Lasciata la isla de la Paloma, la
nostra giornata è proseguita alla scoperta delle più belle spiagge della costa.
Tra queste è stata un’esperienza intensa la visita a Bolonia… Un’immensità di dune, alte circa 30 metri, in
un contesto selvaggio… Un tuffo vero e proprio nella natura, nella bellezza,
nei profumi di una giornata di quasi estate…






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