giovedì 30 ottobre 2014

Cremona.

Cremona, nel cuore della pianura padana, è una bellissima città di circa 70 mila abitanti. Ho deciso di visitarla per caso, d’improvviso, scegliendola tra varie. Forse, a convincermi è stata la centenaria tradizione liutaria, divenuta da qualche anno patrimonio immateriale dell’umanità tutelata dall’Unesco. A confermare la bontà della mia scelta è stata, inoltre, la chiacchierata con i miei genitori che hanno rinfrescato ricordi piacevoli ed entusiasmanti di frequenti visite a questa bella città di forte tradizione agricola.
Sono arrivata in tarda mattinata. Lasciata la stazione, ho percorso una lunga e silenziosa via costeggiata da palazzi magnifici divenuti scuole e sedi di varie associazioni. L’aria è frizzantina, ma per fortuna il sole è caldo. Complice una leggera foschia, la luce è tenue, ma abbagliante. Mi avventuro nell’atrio di un palazzo, un po’ timorosa d’invadere spazi privati, e trovo l’incanto di decorazioni ovunque, intarsi su listoni di legno sulle volte, ricchezza di colori in ogni millimetro, antiche fontane scolpite... 



E rifletto sull’immensa fortuna di coloro che nutrono la loro quotidianità di cotanto splendore per cui la raffinatezza degli spazi è normalità; sui riflessi che sicuramente si producono nella qualità di vita e nel senso del bello; sulla responsabilità di preservare, seppur vivendo, questo immenso patrimonio. E’ stato incredibile scorgere dei ragazzi vivaci smuovere banchi e sedie nell’atrio di un palazzo di grandissima bellezza, trasformato nella sede dell’istituto agrario.
In pochi minuti ho raggiunto le vie dello shopping, ricche di bei negozi, di signore raffinate e di biciclette con grandi cestini di vimini. Attraversato il magnifico cortile del palazzo del Comune, ecco, davanti a me, la meraviglia del Duomo, accompagnato dal “torrazzo” e dal battistero. Dinnanzi a così tanta bellezza ho normalmente una sensazione di insoddisfazione, un “non riuscire a contenere” che non so mai bene come affrontare e gestire.



La piazza è viva: un’artista di strada, in solitaria e con nessuno che le presta attenzione, durante un’esibizione malinconica sprigiona una musica meravigliosa, mentre tantissime bancarelle di fiori occupano lo spazio quasi interamente. In molti si accomodano nel suo porticato per godere del sole. Piazza del Duomo a Cremona è uno spaccato d’umanità. Anzi, credo che in generale gli abitanti di Cremona siano molto interessanti: i turisti non sono tanti ed essendo una città di dimensioni ridotte ci si conosce un po’ tutti…
L’arte liutaria scorre nelle vene di molti cremonesi. Seduta al tavolino di un bar mi è capitato di ascoltare la conversazione tra due signori che discutevano, appunto, su alcune misure da adottare durante la creazione dei violini… 
La tradizione liutaria è nata a Cremona nel XVI secolo con Andrea Amati, ed è proseguita con i liutai della sua stessa famiglia, con i Guarneri, con il grande Antonio Stradivari nel secolo successivo e con tutti i liutai che hanno proseguito e portato avanti il “saper fare” fino ai nostri giorni. Per questo motivo, una visita al museo del violino, inaugurato lo scorso anno, è stata quasi d’obbligo. Composto da dieci sale espositive, il percorso introduce al mondo del violino per comprenderne le origini, le tecniche di lavorazione e i vari ammodernamenti, le caratteristiche della liuteria cremonese, la diffusione nel mondo nel corso dei secoli. Insomma, un’esperienza molto utile anche per me che sono lontana da questo mondo.



Visitato il museo, il mio desiderio è assolutamente quello di incontrare un liutaio, entrare nella sua bottega, vederne gli attrezzi, ammirarlo a lavoro. Non posso salutare Cremona senza aver vissuto quest’esperienza!

Carlos Roberts (www.carlosroberts.com) ha il suo laboratorio in piazza Duomo. Un’ampia finestra permette di ammirarlo a lavoro, con la calda luce di una lampada proiettata lì dove le sue mani conferiscono al legno le forme adatte per sprigionare musica. Mi son fermata ad osservare perché la scena è suggestiva. Lui alza lo sguardo, interrompe il lavoro, e mi chiede: “sai suonare?” Io incalzo: “e tu sai suonare?” Lui fa un cenno affermativo con la testa e poi m’invita ad entrare per vedere da vicino il suo lavoro. 




E’ argentino, Carlos, ma vive a Cremona da 27 anni. Essere liutaio gli permette di esprimere il suo essere al meglio: ne è felice. Dice che oramai si lavora bene con l'estero, su ordinazione. Ama la Sardegna perché gli ricorda la sua terra. Mi mostra con orgoglio una  sua copia di un violino di Guarneri del Gesu del 1741, ex kochanski/Rosand. 


In un mondo in cui tutti si lamentano o ricalcano unicamente le imperfezioni della loro vita, l’incontro e il confronto con Carlos è una voce alternativa rispetto a quelle che son solita ascoltare e la sua risposta, oltre a sorprendermi, mi rincuora.

Il sole tramonta. Sono contenta di aver scoperto una nuova e così interessante realtà. Per raggiungere la stazione percorro una via che regala nuovi piaceri: palazzi, chiese e angoli incantevoli che son felice di aver l’opportunità di scovare, sebbene di corsa. 
Cremona si conferma una città bellissima, di personalità, nella quale i suoi abitanti hanno saputo conservare e dare nuova vita all'eredità lasciata dai loro avi e dove la memoria sembra un valore importante su cui continuare a progredire. 

14 commenti:

Unknown ha detto...

non sapevo che Cremona fosse la città dei liutai!grazie per il bellissimo viaggio

Unknown ha detto...

Bellissimo il tu racconto della città di Cremona.!Sei molto brava a cogliere in breve tempo l'spirito di un posto.Anche la tua redazione e òttima! Come un vero camminante osservatore minuzioso.
Tante grazie anche per l'spazio che mi hai dedicato.
Complimenti ancora e tanti auguri per i tuoi prossimi viaggi!
Carlos

Flavia ha detto...

Complimenti per l'articolo che hai scritto sulla mia città! Se hai voglia, visita il mio sito dove c'è una sezione tutta su Cremona. Flavia

Unknown ha detto...

Non avevo mai pensato di voler andare a Cremona, hai stimolato la mia curiosità. Grazie per la bella descrizione! :*

fuga inglese ha detto...

Grazie a te!

fuga inglese ha detto...

Un bacio, Angiolina!

fuga inglese ha detto...

Lo farò con piacere: grazie per l'invito e il consiglio!

fuga inglese ha detto...

Grazie Carlos! Grazie a te per avermi permesso di vivere quest'esperienza! Adoro la parola "camminante"...

Anonimo ha detto...

test

fuga inglese ha detto...

I fixed it... Thank you very much, Stacee!

Unknown ha detto...

Grazie Mavi perché il tuo racconto mi ha fatto rivivere Cremona,
è proprio così come la descrivi... Grazie ancora :)

fuga inglese ha detto...

Che bellina, Larix! Grazie a Te! :*

Anonimo ha detto...

Maria Vittoria, nelle foto e nel racconto della tua escursione vedo proprio te, una giovane donna curiosa, vivace, attenta, felice di godere la bellezza che proviene dal passato e pronta ad ascoltare tutte le voci del presente.

fuga inglese ha detto...

Grazie Lia, che bel pensiero! Mi onora! :)