In un paesaggio armonioso di
vigneti, pereti e noccioleti, sono vari i borghi delle Langhe, spesso svettanti
in collina, che meritano di essere conosciuti. Hanno tutti storia antica che è
impossibile non percepire e vedere.
Io ho soggiornato a Guarene (nel
Roero) che, immediatamente, ho associato alla cittadina turca della Cappadocia
Goreme, non unicamente per assonanza, ma anche per i medesimi colori che in
notturna entrambe donano, sebbene inserite in contesti paesaggistici totalmente
differenti.
Guarene è un paesino incantevole
di circa 3mila abitanti e si differenzia dai più noti poiché, al momento, non
son presenti grandi attività a risvegliarne la vita. Vi è un castello che, da
poco, è divenuto un elegante albergo, delle belle chiesette, vie in acciottolato,
strette e ripide, che lo rendono davvero grazioso. Il paese dona profonda pace,
grazie a un ritmo di vita naturale, non ancora cadenzato dal passaggio dei
turisti. Essendo su una collina, ho potuto ammirare panorami mozzafiato, su
vallate velate di nebbia.
La casa che mi ha ospitato, ricavata da un antico
palazzo ristrutturato, è accogliente, con volte particolarmente
belle in gesso fiorentino, ed emana il calore tipico delle abitazioni pronte ad
affrontare inverni rigidi: e lì la mia fantasia ha iniziato a volare,
immaginando paesaggi innevati da fiaba, consueti durante il periodo invernale e
rarità per noi sardi.
A Neive, invece, l’atmosfera è
totalmente differente. Anch’esso piccolo centro (poco più di 3mila abitanti)
rientra nel circuito dei Paesi più belli d’Italia. E’ molto curato e, appena
arrivate, ci regala immediatamente scorci suggestivi con casettine antiche
recuperate e, alcune, adibite a strutture ricettive particolari.
Per
raggiungere la piazza centrale ci addentriamo in stradine in acciottolato,
superando un arco in pietra. In piazza Italia vi è un bel movimento di turisti
attratti dalla bontà dei prodotti locali. Visitiamo il museo della “Donna
Selvatica” che nasce con l’intento di ricordare la figura di Romano Levi,
produttore, con la sorella Livia, di grappe particolari (distillati di vinacce
con l’aggiunta di composizioni d’erbe immerse in bottiglia). La loro fama,
inoltre, è legata al fatto che Romano scriveva a mano le etichette delle
bottiglie, arricchendole con brevi poesie o disegni raffiguranti curiose figure
di donna. La donna selvatica, infatti, fa parte di antichi miti presenti nelle
narrazioni alpine. Romano racconta: “Da
ragazzino andavo a scuola attraversando le vigne. Tra i filari c'erano spesso i
ciabòt, minuscoli ripari dove i vignaioli e i contadini si rifugiavano… Io
passavo di lì al mattino e a volte vedevo sbucare da questi ripari donne belle
e scarmigliate, un po’ pazze, solitarie, che vivevano spesso ai margini della
società paesana. Erano misteriose, senza vincoli, sparivano e poi tornavano, un
po’ streghe e un po’ fate. Erano libere, come dovrebbero essere tutte le donne
per vivere la parte migliore della vita”.
L’esposizione è carina,
soprattutto per le simpatiche immagini della donna selvatica che è possibile scorgere
in diverse zone del paese, quasi come un simbolo ricorrente. Però, forse, non è
ben chiaro, di primo impatto, il messaggio che con essa si vuole conservare e
diffondere per coloro che, come me, non conoscevano la tradizione di distillati
di Neive, né la figura di Romano Levi.
La scoperta del paesino si
conclude, dopo aver circumnavigato il suo centro storico, con lo sguardo rapito
dall’autunno che si arrampica su un bel palazzo, con mille foglie che, mutando
colore, donano uno spettacolo tutto da ammirare.
Tappa successiva è Monforte
d’Alba, centro del Barolo, abbarbicato anch’esso su una collina. Ho
avuto la fortuna di poterlo conoscere sia in versione notturna che pomeridiana.
E’ un paese antico, di stradine ripide e strette tra case restaurate. Luci
calde risaltano l’atmosfera accogliente di una notte viva e movimentata. Sono vari
i ristoranti sorti in case rimodernate; semplici, ma sofisticati, propongono i piatti
della zona (io ho potuto gustare la famosa carne cruda all’albese
con una generosa spolverata di tartufo bianco d’Alba).
Così come i locali, tra
i quali una vineria, Le Case della Saracca, che sorge in un palazzo nel quale
la pietra nuda si alterna alle trasparenze di vetri e plastiche, dal bellissimo
effetto, tant’è che prima di accomodarsi, è d’obbligo una visita completa del
locale, proprio per ammirarne l’opera. Il pomeriggio, invece, Monforte si
mostra sotto altra veste: un paese tranquillo, in cui turisti e visitatori
passeggiano per le sue vie. Vi sono bei palazzi di cui stupiscono i colori...
Da 38 anni, ogni estate, si svolge il
Monfortinjazz che ospita musicisti di fama internazionale. Gli artisti si
esibiscono in un anfiteatro naturale che pare abbia un’ottima acustica e si
trova proprio nel cuore del centro storico.
Barolo, comune con meno di mille
abitanti, lo visitiamo velocemente. Vi è una via, ricca di visitatori e qualche
osteria, che conduce al castello, con un museo dedicato alla cultura del vino. E’
un paese con casette curate, ma non eccelle in bellezza, sebbene sia
immerso in un paesaggio incantevole.
Infine, la cittadina di
riferimento per i paesini delle Langhe: Alba, nota anche come la città delle cento torri, di cui se ne conservano circa una decina. Ha storia antica e un centro storico che non nasconde la fisionomia medievale. Non l’ho visitata in profondità,
ma ho goduto dell’energia e dell’atmosfera che si respira nella vie principali
in occasione di manifestazioni importanti che si svolgono nei week-end
autunnali, legati alla promozione dei pregiati prodotti eno-gastronomici per
cui è nota e visitata.
Nonostante il poco tempo a
disposizione e la fretta che ha caratterizzato i miei spostamenti, le Langhe e
i suoi paesini si son dimostrati luoghi accoglienti e ideali per giornate
rilassanti, ma allo stesso tempo all’insegna della cultura, dello svago e della
bellezza, capaci di offrire una varietà di iniziative di alto spessore. La
sensazione è, però, di una visione e conoscenza parziale di questa terra che
spero possa colmarsi in una visita futura.























































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